Presentato il nuovo «robot» chirurgico al San Giovanni Addolorata

Roma – E’ stato presentato questa mattina all’Ospedale San Giovanni-Addolorata di Roma il nuovo robot «Da Vinci» per la chirurgia mininvasiva, di ultimissima generazione,
la macchina è costata circa un milione e 600 mila euro ed è stata donata dalla Fondazione Roma al San Giovanni.

E’ in grado di operare con la massima precisione e ridurre l’invasività di alcuni interventi delicati, come quelli alla prostata.

E’ il primo robot chirurgico in Italia ad essere dotato di un sistema di visualizzazione tridimensionale del campo operativo in alta definizione. Nel mondo esistono oltre 500 apparecchiature di
questo tipo e che utilizzano il sistema da ‘Da Vinci’. In pratica, il chirurgo opera comodamente seduto davanti ad una consolle e, appoggiando la testa ad un visore tridimensionale, comanda gli
strumenti miniaturizzati, inseriti all’interno del campo operatorio. Gli strumenti sono in grado di riprodurre fedelmente i movimenti della mano e del polso del chirurgo, attraverso un sistema
di articolazioni meccaniche che garantiscono alla parte terminale dello strumento fino a due gradi di libertà in più rispetto alla chirurgia laparoscopica.

Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti Il Presidente della Regione Piero Marrazzo, l’assessore regionale alla Sanità Augusto Battaglia, il direttore generale del San
Giovanni Luigi D’Elia, che ha ringraziato il Presidente Marrazzo nell’aprire la conferenza stampa per quanto fatto finora per la Sanità del Lazio, il Presidente della commissione
Sanità del Senato Ignazio Marino, il Presidente della Fondazione Roma Emmanuele Emanuele, e Gianni Letta.

«I nostri cittadini stanno pagando 330 milioni di euro l’anno, per il mutuo trentennale che ci ha permesso di rientrare dai debiti pregressi- ha detto il Presidente Piero Marrazzo – oggi
siamo qui a testimoniare quello che la nuova sanità laziale sta crescendo: per l’innovazione tecnologica dei nostri ospedali abbiamo messo in campo risorse ingenti : 150 milioni in tre
anni. E’ l’esempio della nuova sanità che vogliamo fare : punti di grande eccellenza e una rete di supporto di grande livello operativo e sviluppo del territorio».

Related Posts
Leave a reply