Chiare le origini di queste tensioni che sono esclusivamente riconducibili ai corsi internazionali delle materie prime energetiche e alimentari e che nulla hanno a che fare con le dinamiche
interne del mercato italiano: questo il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio alle stime dei prezzi diffuse oggi dall’Istat.

Queste tensioni, largamente prevedibili, che continueranno anche nei prossimi mesi con un probabile rallentamento solo nell’ultimo quadrimestre del 2008, avrebbero avuto conseguenze maggiori se
in questa fase non ci fosse stato un cambio euro-dollaro particolarmente forte dal momento che i prezzi di questi prodotti sono espressi in dollari.