Prezzo del latte in Lombardia, al via una task force di super esperti

Una squadra di super esperti per la filiera del latte, sta per nascere una commissione mista di 6 componenti, 3 del mondo agricolo e 3 della parte industriale, con lo scopo di analizzare i
costi di produzione e il riverbero che hanno sia sul prezzo del latte all’uscita dalle stalle sia su quello dei derivati in vendita al dettaglio.

La decisione di creare la task force è stata presa la settimana scorsa durante l’ultimo incontro avvenuto a Milano fra gli allevatori e le aziende di trasformazione per trovare un
accordo sulla base di quei 42 centesimi che per gli agricoltori rappresentano la chiave di volta di qualsiasi accordo per la campagna 2008/2009.

Secondo i produttori, l’attuale quotazione dell’oro bianco alla stalla arriva a malapena a coprire i costi che si stanno affrontando nei 7.700 allevamenti lombardi: dal carburante al foraggio
sino alla manutenzione delle strutture. «Siamo sull’orlo del precipizio – afferma Carlo Franciosi, presidente della Coldiretti di Milano e Lodi – in questi ultimi dodici mesi ci sono voci
che hanno subito rincari medi fra il 30 e il 45 per cento. Basta che succeda ancora qualcosa e sarà la goccia che farà traboccare il vaso. Per questo è fondamentale
studiare a fondo sia la componente dei costi che poi arriva a determinare il prezzo del latte alla stalla sia quella che poi porta alle quotazioni al dettaglio che hanno ormai raggiunto, in
alcuni casi, un euro e 60 centesimi».

Domani pomeriggio la Coldiretti riunirà presso il Consorzio Agrario a Milano la prima squadra di tecnici che lavorerà a una parte del futuro dossier latte sulla base del quale,
entro la fine di aprile, sia i produttori che le industrie puntano a definire il prezzo di quest’anno. Non è neppure escluso che una volta trovata un’intesa, si decida di darle una
scadenza inferiore ai dodici mesi proprio per poter valutare meglio eventuali variazioni maturate nel frattempo sia sui costi di produzione che sulla situazione del mercato.

Intanto, per il latte fresco continua la campagna di promozione di alcune catene commerciali che lo stanno vendendo a un euro e 15 centesimi. Mentre una popolare società della grande
distribuzione lo sta offrendo a 79 centesimi in una confezione da un litro, in tetrapack (la Coldiretti ha un campione del contenitore con il relativo scontrino, ndr.), con tutte le indicazioni
di origine previste dalla legge, ma senza alcun logo di aziende di trasformazione. «Questa è la dimostrazione più semplice e chiara – conclude Franciosi – che lungo la
filiera ci sono gli spazi per garantire la sopravvivenza delle imprese e, al tempo stesso, un prezzo equo, senza ulteriori ricarichi, per i consumatori».

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