Le Organizzazioni Confagricoltura Coldiretti e Cia, sono preoccupati per la inutile rigidità dimostrata dai rappresentanti dei trasformatori in occasione del rinnovo del prezzo del latte
di bufala.
E’ difficile abbandonare, come affermano i trasformatori, una trattativa quando si svolge in casa propria – afferma Marcello De Simone, Direttore Coldiretti – certo alla fine ci siamo lasciati
senza accordo anche essendoci molto vicini. Le differenze restano su come dividere l’anno di produzione. Noi riteniamo di avere già concesso molto passando dal tradizionale 8 mesi prezzo
estivo e 4 mesi invernale al nuovo 6 mesi estivo 2 autunnale e 4 invernale le insistenze dei trasformatori sul sei e sei mesi non possono essere accettate perché tale soluzione crea un
grave danno economico agli allevatori.
Abbiamo – ricorda Salvatore Ciardiello, Presidente Cia – da tempo e anche in via informale invitato i trasformatori a valutare con attenzione la particolare congiuntura del comparto bufalino
scosso da diverse problematiche, insistendo per una rapida definizione del prezzo per il 2007. Di fronte ad una chiusura cosi irrazionale non ci resta che valutare azioni di protesta civile ma
energica per assicurare al comparto certezza economica per il futuro.
La chiusura dei trasformatori è strumentale e sempre su un falso problema – chiarisce Tommaso Picone Direttore di Confagricoltura Caserta – ci blocchiamo sempre allo stesso punto e
mentre la parte agricola per concludere la trattativa si è dimostrata disponibile su tutti i punti accettando di modulare diversamente il prezzo nell’anno, strutturando in modo semplice
e poco conflittuale un premio per la qualità e rivendicando solo l’adeguamento dell’inflazione; puntualmente da parte industriale si alzano veti e rivendicazioni che non trovano alcuna
giustificazione. Spero che si possa riprendere in modo più costruttivo la trattativa nell’interesse di tutta la filiera.
La rottura, se non ricucita in tempi rapidi, porterà allo stato di agitazione della categoria con conseguenti iniziative di protesta al momento al vaglio degli organi direttivi delle
associazioni agricole.

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