Berna, 22.05.2007 – L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha approvato una domanda d’autorizzazione della ditta Studer SA di D?ken. Tale ditta è autorizzata, a
severe condizioni, a rendere conservabili erbe e spezie essiccate tramite l’irradiazione. Derrate alimentari opportunamente irradiate non presentano alcun rischio per la salute. L’irradiazione
non rende radioattive le erbe e le spezie trattate. Si tratta della prima autorizzazione concessa in Svizzera per l’irradiazione di derrate alimentari.
L’UFSP ha approvato, dopo ampi chiarimenti, la domanda inoltrata dalla ditta Studer SA di D?ken di trattare erbe e spezie con una dose massima di raggi ionizzanti di 10 kGy. L’UFSP è
giunto alla conclusione che, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, le erbe e le spezie irradiate non costituiscono un rischio per la salute. Ciò è in accordo con le
valutazioni di FAO/AIEA/OMS e dell’UE. A partie dal 1999 nell’UE l’irradiazione di erbe e spezie essiccate è generalmente consentita e la ditta Studer SA, dopo un dettagliato esame
avvenuto già nel 2004, è stata inserita dall’UE nell’elenco degli impianti autorizzati nei Paesi terzi per l’irradiazione di derrate alimentari e può quindi irradiare erbe
e spezie destinate al mercato europeo.

Erbe e spezie irradiate devono essere munite di una relativa indicazione per i consumatori ai sensi della legislazione sulle derrate alimentari (ODerr, RS 817.02; OcDerr, RS 817.022.21). In tal
modo è garantita la libertà di scelta dei consumatori in Svizzera. La ditta Studer SA deve consegnare annualmente all’UFSP un rapporto sul tipo e la quantità di erbe e
spezie irradiate. Il flusso di merci delle erbe e spezie irradiate può così in caso di necessità essere documentato e l’osservanza dell’obbligo di caratterizzazione
verificata dagli organi esecutivi cantonali competenti.

Questa autorizzazione concerne esclusivamente le erbe e le spezie essicate. Per eventuali irradiazioni di altre derrate alimentari è necessario presentare un’ulteriore domanda
d’autorizzazione.

www.news.admin.ch