Si è tenuta a Montreal la ventinovesima edizione della Conferenza Mondiale delle Autorità Garanti della Privacy e, nel corso del suo intervento, il Presidente del Garante,
Francesco Pizzetti, ha espresso la sua preoccupazione in merito alla tutela dei dati trasmessi via internet.

Secondo Pizzetti viviamo in una “società di dati”, poiché l’utilizzo della rete trasforma i rapporti interpersonali in flussi di dati: “Per questo – ha spiegato – proteggere i
dati personali su Internet significa innanzitutto proteggere i rapporti tra gli individui, la loro stessa libertà. E questo vale in particolare per le giovani generazioni, più
esposte alle minacce e i pericoli della Rete”.

In questa società “smaterializzata”, i giovani sono maggiormente esposti “al rischio di manipolazioni della loro sfera più intima e privata” e, a riprova di ciò, Pizzetti
ha riportato l’esempio delle conseguenze che ha sull’infanzia la “disseminazione delle immagini” nella rete.

Il Presidente del Garante, inoltre, ha ricordato che è in costante crescita il rischio per i minori di venire «profilati» in base ai loro gusti, abitudini, interessi,
preferenze soltanto registrando i cookies dei siti visitati, e ha messo in guardia anche dalla crescente proliferazione di siti che offrono materiale pornografico.

Per far fronte a questi rischi in modo consapevole, ha spiegato Pizzetti, occorre “sviluppare sempre maggiore consapevolezza nei giovani e mettere in campo anche una nuova capacità di
pensare tutele più efficaci”: “Internet dimostra ogni giorno di più – ha concluso – che le vecchie categorie finora utilizzate per proteggere i dati personali, come l’espressione
del consenso al loro uso, non reggono più”.