Torino – Sono state presentate questa mattina, presso il Centro Congressi della Regione Piemonte, le «Linee Guida sulla collaborazione tra servizi dell’amministrazione della
Giustizia, servizi dell’ente locale e autorità giudiziaria minorile nel processo penale a carico di imputati minorenni», approvate dalla Giunta regionale nel gennaio scorso.

Nell’incontro, promosso dall’assessorato regionale al Welfare, sono state illustrate alla platea di addetti ai lavori le finalità e contenuti di questo utile strumento operativo.
Le Linee Guida regionali intendono fornire un importante riferimento per i servizi, a fronte di un quadro normativo ed organizzativo che negli ultimi anni è mutato profondamente,
così come sono cambiate le caratteristiche dei minori dell’area penale, con un costante aumento del fenomeno dei minori stranieri sottoposti a processo.
Le Linee Guida sono il frutto un’approfondita riflessione della Commissione penale minorile, che ha visto coinvolti i rappresentanti del Centro per la Giustizia Minorile, delle autorità
giudiziarie minorili, della direzione regionale Sanità e degli enti gestori dei servizi sociali.
«Anche se entrano nel circuito penale – ha sottolineato in apertura dei lavori, l’assessore regionale al Welfare, Teresa Angela Migliasso – questi ragazzi
sono comunque minori, quindi soggetti da tutelare ed accompagnare verso un percorso di crescita nella legalità, con risposte sempre più diversificate e che tengano conto delle
loro caratteristiche, della loro storia, del contesto in cui vivono e da cui provengono, anche nel caso dei minori stranieri».

A questo fine nelle Linee Guida si sottolinea l’importanza della progettualità integrata tra i servizi dell’amministrazione della Giustizia e dei servizi sociali e sanitari del
territorio, che conoscono il contesto e spesso anche la specifica situazione del minore ma e che sono chiamati ad attivare tutte le risorse a disposizione.
L’obiettivo è la creazione di una rete che coinvolga i servizi pubblici e del terzo settore impegnati a favore dei minori sottoposti a provvedimenti penali.
Nel documento vengono inoltre ridefinite le linee relative al «progetto riparazione», che individua nell’attività di mediazione penale e nelle attività di
utilità sociale due interventi di giustizia riparativa volti alla responsabilizzazione, e quindi al recupero sociale, del minore che ha commesso reati.
Particolare attenzione nelle Linee Guida viene anche dedicata al momento, delicato ed importante, dell’uscita dal circuito penale e del successivo percorso del minore, che va costantemente
seguito dai servizi, in modo che possa inserirsi nella società con un progetto di sostegno per il futuro.
«Un aspetto che non possiamo trascurare – ha rimarcato ancora l’assessore – è anche quello della prevenzione, per la quale è fondamentale non soltanto la
funzione che i servizi sociali già svolgono, con i diversi progetti specifici in atto, ma anche il coinvolgimento dell’intera comunità locale e delle istituzioni».