Il compito che si è data l’Unione europea (UE) è quello di garantire che il cibo che consumiamo abbia lo stesso standard elevato per tutti i cittadini, che si tratti di un
prodotto nostrano o importato da un altro paese, dentro o fuori l’UE.
L’attività per migliorare la sicurezza alimentare non si è mai arrestata ma, di recente, è stata profondamente rivista, in risposta soprattutto al panico creatosi
negli anni novanta intorno alla sindrome cosiddetta della «mucca pazza», ai cibi contaminati dalla diossina e all’olio d’oliva adulterato.
Occorreva non solo far sì che la legislazione UE sulla sicurezza alimentare fosse quanto di più aggiornato esistesse in campo normativo ma anche che i consumatori fossero
ampiamente informati su potenziali rischi e su quanto fosse stato fatto per ridurli al minimo.
Se il «rischio zero» non esiste, con strategie a vasto raggio sulla sicurezza alimentare, l’UE cerca di contenerlo adottando norme moderne sugli alimenti e l’igiene,
basate sui più avanzati dati scientifici. La sicurezza alimentare inizia dal produttore. Le norme si applicano dal produttore al consumatore sia che il nostro cibo sia prodotto
nell’UE o che venga importato da altre parti del mondo.

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Guida dai campi alla tavola

Fonte:
ec.europa.eu