Un’etichetta unica, valida in tutti i paesi membri dell’Unione Europea, per i prodotti di origine biologica. Così hanno deciso i ministri Ue dopo 18 mesi di discussioni. Da questo
momento, gli agricoltori che vendono prodotti con almeno il 95% di ingredienti bio potranno adottare un marchio speciale Ue che segnalerà al consumatore l’origine dell’alimento.

La nuova regolamentazione esclude dalla certificazione bio i prodotti Ogm. Fanno eccezione quei prodotti che, a causa di ”contaminazione accidentale o inevitabile’ dichiarano un contenuto Ogm
inferiore alla soglia dello 0,9%. Chiedere agli agricoltori di purificare ultriormente i loro prodotti dalla presenza di Ogm sarebbe stato per loro troppo costoso, ha ripetuto Mariann Fischer
Boel, Commissario per l’agricoltura dell’Ue e autore della legge entrata in vigore.

”E’ un accordo eccellente che aiuterà i consumatori a riconoscere più facilmente i prodotti biologici in tutta l’Unione e fornirà maggiori garanzie su ciò che
esattamente stanno acquistando”, ha dichiarato Fisher Boel.

Finora le aziende agricole bio avevano difficoltà a esportare i propri prodotti, a causa della varietà di loghi ed etichette da apporre a livello nazionale.
Ora, oltre alla categoria ‘gold standard’ dei prodotti bio al 95%, è previsto anche un altro sistema di etichette per ”enfatizzare” gli alimenti bio almeno al 70%. In Europa la
crescita dell’agricoltura biologica, dopo un’impennata negli anni Novanta, sta rallentando in diversi paesi. Nei 25 stati Europei, prima dell’ingresso di Bulgaria e Romania, i terreni coltivati
ad agricoltura biologica erano 6,1 milioni di ettari, circa il 3,9% del totale delle terre coltivate. Il mercato di questi prodotti, ancora limitato, è fermo a quota 2 per cento, con
punte tra il 5 e il 10% per frutta e verdura.

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