Prof. Mario Fregoni: Vitis Vinifera a rischio di estinzione (Video)

Allarme nel mondo del vino
Vitis Vinifera a rischio di estinzione

NOTA:
la video intervista al prof Mario Fregoni -qui allegata- è stata realizzata a Verona, domenica 7 aprile 2019, in occasione del 53° Vinitaly, in esclusiva per Newsfood.com

 

 

VITIS VINIFERA E’ PATRIMONIO DELL’UMANITA’, VA PRESERVATA… DICE IL PROF. MARIO FREGONI

Giampietro Comolli:

A 85 anni, non me ne voglia se lo scrivo, farei la firma subito per arrivarci con uno spirito, una verve, una intelligenza e una forza come il mitico prof.  Mario Fregoni. Mio professore e mio maestro… da sempre.

Lo conosco da sempre grazie alla fraterna amicizia che lo legava a mio padre. A Vinitaly edizione 53^ lancia la sua ennesima campagna: la vitis vinifera rischia l’estinzione. Dobbiamo correre ai ripari.

Come si potrebbe pensare alla cultura, passione, amore del vino mondiale – e italiano in particolare – senza la specie “vinifera” della vitis… quella selvatica, rupestre, strisciante, mi sussurra nell’orecchio il prof. Fregoni di fronte a decine di persone!  E’ indubbiamente un patrimonio globale per produttori e consumatori, per ricercatori e scrittori, o come si dice oggi: “un patrimonio dell’Umanità”.

E’ chiaro quanto afferma il Prof. :- “non possiamo permetterci di perdere o ridurre a un livello insignificante, o locale, una pianta-specie che ha dato vita a vini che sono stati alimento come e insieme al pane”.

Il prof. Mario Fregoni chiede che sia l’OIV, organismo di 50 stati del vino, a produrre la documentazione per il riconoscimento ufficiale. Solo così ci sarebbe la certezza che tutti, tutti i Paesi, verrebbero chiamati a svolgere tutte le azioni necessarie per salvaguardarne la specie. L’Europa avrebbe tutti i diritti/doveri per chiederne la tutela, ad iniziare dal bacino mediterraneo-caucasico da dove proviene.

Furono i Greci a portarla in Italia, furono i Romani a portarla in Francia, in Germania, in Austria. E’ con l’arrivo dei flagelli parassiti della fillossera, peronospora, oidio che la vitis vinifera subisce un primo segnale: ha bisogno dei portainnesti selvatici d’oltreoceano su cui sopravvivere e non essere cancellata dalla fillossera.

La vitis vinifera non appartiene ad alcun popolo, anzi a ben guardare è un prodigio della natura… per esempio nella produzione dei vini della S.Messa cristiana. È patrimonio culturale di tutta l’umanità, che l’Unesco deve proteggere per i posteri.

Oggi –mi confida ad alta voce Fregoni–  altri flagelli come le varietà Ogm e da “genoma editing” potrebbero arrivare. Per ora la vitis vinifera è protetta da una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 2018 che impone lunghe esperienze di campo per le varietà derivanti da tecnologie genetiche che non esistono in natura! Ma domani!?

Forse, secondo me, dovrebbe esserci fra enologi, vitologi, docenti, sommelier una forte partecipazione ad una petizione… per il momento noto un certo silenzio: facciamo noi la petizione!

Giampietro Comolli
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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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