Cuneo 6 giugno 2007 – Il contenimento della spesa sanitaria in generale e della spesa farmaceutica in particolare, sono il principale obiettivo del nostro Governo, degli Enti locali, dei
Cittadini. Le organizzazioni provinciali del Movimento Consumatori, della Lega Consumatori, dell’Ordine dei Medici, dell’Ordine dei Farmacisti, delle ACLI e dell’ARCI, hanno stilato un
documento condiviso di proposte tendenti al contenimento dei costi, non solo per lo Stato o per gli Enti locali, ma anche per il cittadino nei casi in cui non possa usufruire, totalmente o
parzialmente, del contributo del Servizio Sanitario Nazionale.
I proponenti auspicano che si apra un dibattito fra Istituzioni, cittadini e organi di informazione, e preannunciano che in autunno verrà organizzato a Cuneo un Convegno nazionale sull’
argomento.

1) – PUBBLICITA’, PROPAGANDA, INFORMAZIONE, PROMOZIONE –
– Il farmaco non è un bene di consumo e la pubblicità può essere fuorviante, con pericolo di abusi e usi scorretti. Occorre pertanto vietarne la pubblicità, diretta
e indiretta, per evitare l’inutile spinta al consumo. Ricordiamo che tutti i farmaci, anche quelli da banco, sono pur sempre medicamenti, con possibili, anche pesanti, effetti collaterali o
controindicazioni; i vantaggi terapeutici vanno sempre valutati attentamente in relazione ai possibili rischi connessi. Occorrono pertanto intense campagne d’informazione sull’uso corretto dei
farmaci, su una corretta alimentazione e su corrette abitudini di vita. Occorrerebbe anche vietare la pubblicità di vitamine, sali minerali, integratori, antiossidanti che, se presi in
dosi eccessive, possono arrecare seri danni alla salute.
– Chiediamo un ulteriore miglioramento dei foglietti illustrativi, rendendoli più semplici e leggibili, in modo da dare al paziente poche e chiare indicazioni di base con l’uso di
pittogrammi facilmente comprensibili, evitando notizie tecniche che possono ingenerare paure ingiustificate con conseguente sospensione della cura.
– Occorre regolamentare l’attività degli Informatori scientifici, rivedendo le modalità di accesso ai Medici, in modo da non interferire con il normale orario di visita e rendendo
trasparenti le attività promozionali. Le Regioni devono garantire piani formativi finalizzati ad un corretto impiego dei farmaci da parte di tutti i loro operatori.

2) – LA SPESA FARMACEUTICA –
– Occorre che il Ministero contratti, oltre che un giusto prezzo per la fascia A dei farmaci, anche il prezzo dei farmaci in fascia C. Attualmente i prezzi dei farmaci in fascia A (a carico
dello Stato), vengono contrattati con le Aziende farmaceutiche, mentre quelli in fascia C (a carico del cittadino), vengono lasciati liberi.
– Rivedere il meccanismo del co-marketing e delle importazioni parallele, (esempi 1-2-3) alla luce delle normative Europee e dell’esperienza degli altri Paesi.
– Razionalizzare le confezioni dei farmaci, adeguandole al ciclo terapeutico e consentire la possibilità, da parte del Farmacista, di vendita a pezzo.
– Per i farmaci generici occorre una vasta campagna per la loro diffusione, accompagnata da un serio controllo sulla loro qualità e sulla loro sicurezza. Si potrebbe incentivarne la
prescrizione, lasciando al Medico la facoltà dell’esclusivo utilizzo del principio attivo.

3) -RIDUZIONE DEGLI SPRECHI –
– Devono essere organizzati dalle Regioni corsi di aggiornamento sull’uso appropriato di farmaci, analisi, interventi chirurgici. Ogni procedura inutile o evitabile, crea dei rischi senza
apportare alcun beneficio.
– Non medicalizzare fenomeni fisiologici come l’invecchiamento, la calvizie, il parto, la cellulite, la gravidanza, il ciclo mestruale ecc.
– Mettere in guardia Medici e cittadini che il rischio e il disagio di una malattia, vengono spesso enfatizzati, allo scopo di vendere un prodotto o un servizio. Si possono ottenere grandi
profitti trasformando i sani in malati.
– Far rivedere le linee guida e le soglie dei fattori di rischio da organismi pubblici indipendenti.
– Non spendere soldi per farmaci che non hanno basi scientifiche quali ricostituenti, integratori alimentari, epatoprotettori, antiossidanti, antiradicali liberi, dimagranti, farmaci per la
memoria ecc.
– Occorre anche intervenire sui costi, oggi troppo elevati, per i dispositivi medici (esempio 4).

4) – FARMACO VIGILANZA e FARMACO SORVEGLIANZA –
Il numero esiguo di segnalazioni alla farmaco-vigilanza attuale dimostra che occorrono provvedimenti, anche solo migliorando il meccanismo delle segnalazioni, spesso indispensabili per valutare
nel tempo, il profilo di sicurezza di un farmaco.

5) -EDUCAZIONE SANITARIA E PREVENZIONE –
E’ indispensabile incrementare la promozione della salute, la prevenzione primaria e migliorare le condizioni di vita e le condizioni sociali della popolazione; occorre intervenire
sull’ambiente, sulla sicurezza alimentare, sugli stili di vita, sui danni da abuso di fumo, alcool, farmaci, cibo ecc.

Alcuni esempi:
1. Il DAFLON 500 mg. 30 compresse rivestite, in fascia C, viene venduto in Italia, a 14,28 €,
prodotto dalla Casa Servier Francese ed a 13,65 € prodotto dalla Servier
spagnola, importato dalla srl PSI di Milano; la stessa confezione, in Francia viene venduta a 6,39
€, in Spagna a 6,83
€. Quest’ultima viene acquistata dalla PSI a 4-5
€ e, con l’incollatura di tre etichette, la stessa PSI guadagna il 200 %; perché non
la si è lasciata vendere a 7-8 €?
2. L’EFFERALGAN 16 compresse da 500 mg, costa in Francia 1,81 € importato in Italia, viene
venduto a 5,51 €.
3. Una confezione di diclofenac sodico, 10 compresse da 25 mg. costa in Italia 4,70 €, con un
introito per la Casa Farmaceutica pari a 18.800 € al chilo. Lo stesso principio attivo costa
92 €: un guadagno del 17200 % !!!
4. 50 strisce reattive ACU-CHEK Roche, per la misurazione della glicemia costano in Francia 20,50
€; in Italia 58,43
€ !!!

Beppe RICCARDI Movimento Consumatori, Marziano ALLASIA Ordine dei Medici,
Tino CORNAGLIA Ordine dei Farmacisti, Sergio TARICCO Acli e Lega Consumatori,
Pier Franco VASCHETTO Arci, Presidenti provinciali CUNEO