Prowein 2014, Fabio Casciotti, Direttore ITA (ex ICE): i dati del Vino Dusseldorf, 24 marzo 2014

Prowein 2014, Fabio Casciotti, Direttore ITA (ex ICE): i dati del Vino   Dusseldorf, 24 marzo 2014

Intervista di Giuseppe Danielli, Direttore e Fondatore newsfood.com -Il Dott. Fabio Casciotti, dopo una lunga esperienza in sedi estere…Parigi, Madrid, …ora dirige l’ex Ice Germania da Berlino. Qui a seguire una documentazione dettagliata sul mercato del vino in Germania, aggiornato al 2012, con proiezioni 2013.
1. Importanza del mercato tedesco
La Germania, con oltre 82 milioni abitanti, è il secondo mercato per i vini italiani. Nel 2012 (ultimi dati disponibili) la Germania ha assorbito il 20,4% del valore totale delle esportazioni italiane del settore, che nello stesso anno hanno registrato un incremento pari a 4,1% rispetto al 2011.
La variazione del valore delle esportazioni italiane dei vini verso i principali acquirenti nel periodo 2012/2009: particolarmente dinamiche sono state le spedizioni verso il Giappone (+50,9%), la Svezia (+46,3%), la Francia (+44,6%) e il Canada (+40,2%). Le forniture italiane alla Germania hanno registrato un aumento del 20,1%, cioè un incremento minore rispetto a quello medio dell’intervallo temporale di riferimento, pari a +27,8%.
La quota della Germania – in valore – delle esportazioni italiane di vini nel periodo 2008 – 2012 oscilla tra 20,4% e 23,3%.

Per quanto riguarda le esportazioni italiane in volume, la Germania con una quota del 29,1% nel 2012 è stata il primo acquirente dei vini italiani. Seguono gli Stati Uniti (13,8%) e il Regno Unito (13,6%), la Francia (4,6%) e l’Ungheria (3,5%). Il volume delle esportazioni italiane è particolarmente cresciuto nel quinquennio 2008 – 2012 verso l’Ungheria (+249,3%), la Russia (+81,6%), l’Austria (+49,0%) e i Paesi Bassi (+21,8%). Le esportazioni verso la Francia hanno invece registrato un calo del -9,4%.
Le esportazioni in volume verso la Germania hanno fatto rilevare un aumento del 3,7% mentre la media è stata del 17,4%.

2. Dimensione del mercato
Il mercato tedesco dei vini ha raggiunto nel 2012 (i dati sulla produzione tedesca nel 2013 saranno disponibili solo a maggio 2014) un valore di 2,70 miliardi di euro, il valore che corrisponde a un aumento del 2,8% rispetto al 2011 e del 10,8% rispetto al 2009. La produzione interna ha raggiunto un valore di 1,25 miliardi di euro. Le importazioni hanno raggiunto i 2,43 miliardi di Euro, mentre le esportazioni si sono assestate su un valore del 0,98 miliardi di Euro.
Il saldo del commercio estero, tradizionalmente negativo, ha registrato nel 2012 il valore di –1,45 miliardi di Euro. Nel quadriennio 2009 – 2012 si osserva l’aumento della penetrazione import in valore dal 85,2% nel 2009 al 90,1% nel 2012.I l grado di autosufficienza oscilla tra 45,7% e 49,1%.
In volume, il mercato tedesco dei vini ha raggiunto nel 2012 un livello di 1,69 miliardi di litri e ha registrato un calo del 5,5% rispetto al 2011 e un aumento del 2,2% rispetto al 2009. La produzione interna ha raggiunto un volume di 464 milioni di litri. Le importazioni sono ammontate a 1,61 miliardi di litri e le esportazioni sono state pari a 397,3 milioni di litri.
Il saldo del commercio estero ha registrato nel 2012 un dato negativo pari a 1,21 miliardi di litri. Nel quadriennio 2009 – 2012, il grado di autosufficienza del mercato tedesco, in volume, è diminuito dal 29,4% nel 2009 al 28,5% nel 2012.

3. Importazioni in Germania
Secondo i dati provvisori del Global Trade Atlas (Eurostat), nel 2013 le importazioni tedesche di vino sono ammontate a un valore 2,50 miliardi di Euro (+3,1% in confronto al 2012). Ben il 36,5% di questo valore è stato fornito dall’Italia, la quale ha confermato la sua posizione di leadership e ha registrato un aumento del 3,7%. Il valore complessivo delle importazioni dall’Italia ha raggiunto i 915,0 milioni di euro.
Al secondo posto, dopo l’Italia, troviamo la Francia con un valore di 675,6 milioni di euro, alla quale segue la Spagna con 404,5 milioni di Euro.
Nel quinquennio 2009/ 2013 gli acquisti totali sono aumentati del 20,9%, in particolare e in modo molto rapido dagli Stati Uniti (+62,4%), dalla Spagna (+58,4%) dal Sudafrica (+35,3%), dal Cile (+26,4%). Le importazioni dall’Italia hanno registrato un aumento in valore del 19,1 %, mentre le importazioni dall’Austria e dalla Grecia sono diminuite nel periodo 2009 – 2013 .
L’Italia, con una quota del 38,1% nel 2013 sul volume delle importazioni tedesche, è il primo fornitore della Germania. Seguono la Spagna (19,4%), la Francia (17,0%), il Sudafrica (6,1%), il Cile (4,0%) e gli Stati Uniti (3,2%).
Secondo i dati provvisori dell’Eurostat, le importazioni tedesche in volume hanno raggiunto nel 2013 il livello di 1,57 miliardi di litri e hanno rilevato un calo del 2,4% rispetto al 2012. Le importazioni dall’Italia sono diminuite del 4,9%. Sono diminuite anche le importazioni dal Portogallo (-16,8%), dall’Australia (-11,3%), dalla Spagna (-7,4%) e dalla Francia (-0,3%), mentre il Cile ha registrato un aumento del 44,6% e il Sudafrica del 20,7%.
I dati del quinquennio 2009 – 2013 mostrano che il volume delle importazioni tedesche dai seguenti paesi è particolarmente cresciuto: la Spagna (+36,1%), Il Sudafrica (+34,0%), il Cile (+20,5%) e gli Stati Uniti (+12,9%). Le importazioni dall’Austria e dal Portogallo sono diminuite rispettivamente del -40,2% e del -13,1%. Le importazioni dall’Italia, nonostante l’aumento in valore del 19,1%, hanno rilevato un calo dell’8,6%, in volume, nel quinquennio analizzato.
Mettendo in relazione valori e volume, risulta che il valore medio del vino importato nel 2013 è stato pari a 1,65 Euro/litro (+5,8%). Il vino italiano, con il valore medio di 1,59 Euro/litro, registra un aumento pari all’8,9%, rispetto al 2012. Infine, come di consuetudine, il valore più elevato contraddistingue il vino francese con 2,58 euro/litro.
Vini in bottiglia, vini sfusi
Sulle importazioni tedesche dei vini di uve fresche dal mondo dominano nel 2013, con una quota del 61,1%, i vini in bottiglia. La quota dei vini sfusi ha totalizzato quest’anno una quota del 24,4%. Vale la pena rilevare che l’importazione dei vini sfusi ha registrato il più grande aumento, ovvero il 66,5% nel quinquennio 2009- 2013.
Anche nelle importazioni tedesche dall’Italia dominano con quota del 68,7% i vini in bottiglia. La quota dei vini sfusi ammonta al 22,4%. Nel caso delle importazioni dall’Italia dei vini sfusi si osserva una dinamica crescente ( +78,4% nel cinquennio 2009 – 2013).

Vini DOP, IGP, spumanti e altri
La categoria principale, nelle importazioni tedesche dei vini di uve fresche dal mondo, sono i vini rossi e rosé DOP e IGP con una quota del 36,9%. Nel 2013 (dati provvisori) il valore delle importazioni ha raggiunto i 923,7 milioni di euro (+2,7% rispetto al 2012 e + 18,2% rispetto al 2009). Seguono i vini bianchi DOP e IGP con la quota di 14,1%, vini spumanti (14,2%) e vini frizzanti (5,3).
Come nel caso precedente, anche nelle importazioni tedesche dall’Italia dei vini di uve fresche, i vini rossi e rosé DOP e IGP rappresentano la categoria vincente con una quota del 35,6% nel 2013 sulle importazioni totali. Nel 2013 il valore delle importazioni dall’Italia dei vini in questione ha raggiunto i 325,4 milioni di Euro (+26,7% rispetto al 2012 e + 30,5% rispetto al 2009). Seguono i vini bianchi DOP e IGP (9,3%), vini frizzanti (1402%) e vini spumanti (8,3%).

4. Produzione tedesca
Nel 2012 la produzione tedesca di vini ha raggiunto un volume di 483,1 milioni di litri (511,2 milioni nel 2011). La viticoltura tedesca si basa sulla produzione di vino di qualità che rappresenta ca. i 2/3 della produzione totale.

5. Esportazioni di vino tedesco
La Germania è, dopo i tre più grandi Paesi tradizionali produttori Francia, Italia e Spagna, il più importante esportatore di vini d’Europa. Il vino di origine tedesca viene venduto in oltre 100 nazioni.
Il 70% ca. del valore delle esportazioni si concentra su 10 mercati.
Il primo cliente in valore sono i Paesi Bassi, segue Il Regno Unito e gli Stati Uniti. L’Italia occupa il 25° posto (in valore) nell’elenco degli acquirenti.
6. Consumo
Il vino è, dopo la birra, la bevanda alcolica preferita dei tedeschi.
Il consumo pro capite è abbastanza stabile e ha registrato nel 2012 un valore di 20,4 litri di vini e 4,2 di spumanti.
Dal 2003 si osserva in Germania una diminuzione del consumo delle bevande alcoliche in Germania, specialmente visibile nel caso della birra e dei superalcolici. Il consumo del vino e dello spumante dimostra invece una leggera tendenza crescente.
In generale, i consumatori tedeschi, sono più attenti al prezzo che alla qualità dei prodotti: per il 49% di essi, è il prezzo ad influire in maniera decisiva sull’acquisto, mentre il 38% privilegia la varietà e la qualità dei prodotti. Una caratteristica particolare del consumatore tedesco è la cosiddetta “Schnäppchenjagd” (=caccia all’affare). Secondo sondaggi recenti, il 57% degli intervistati, per lo più famiglie con bambini piccoli e coppie di età media, approfitta di offerte speciali per fare scorta.
Il trend degli ultimi anni ha mostrato che una percentuale crescente dei consumatori tedeschi è disposta a pagare un prezzo più alto per un vino di qualità. I discount restano tuttavia i punti d’acquisto prediletti per i vini grazie al favorevole rapporto qualità/prezzo sia per quelli economici che per quelli più cari. Il consumo dei vini biologici si stima a ca. 5% del totale.

7. Distribuzione
Il consumatore medio tedesco, molto attento al prezzo, preferisce comprare vino presso la GDO, particolarmente nel discount. Inoltre si stima che ca. il 16% del volume del vino in Germania viene venduto tramite il settore HORECA.
8. Prezzi
Osservando lo sviluppo dei prezzi dei vini secondo i diversi canali di vendita, si nota che quelli più bassi vengono offerti dai discount, il commercio specializzato è caratterizzato invece i prezzi più elevati. Anche l’aumento dei prezzi nel periodo 2008 – 2012 è stato più basso (+13,0%) nel settore discount.
9. Normativa
Il regime d’importazione è quello previsto dalla normativa comunitaria e la legislazione tedesca è in sostanza omogenea a tale normativa.
Prodotti alimentari, caffè, vini e alcolici italiani possono essere liberamente importati in Germania purché siano stati prodotti e commercializzati secondo la prescrizione della normativa CEE e di quella italiana.
All’atto dell’introduzione sul territorio federale i prodotti alimentari, le bevande alcoliche e il caffè sono soggetti alle seguenti imposte:
Prodotti alimentari:
– 7% di IVA (Umsatzsteuer)
Vini tranquilli e vini spumanti:
–  19% di IVA (Umsatzsteuer)
–  I vini spumanti in bottiglia da 0,75 e vini in bottiglie con tappo a fungo sono 
soggetti al pagamento di una tassa di € 136/hl, cioè € 1,02/bottiglia (Schaumweinsteuer)
Superalcolici:
–  19% di IVA (Umsatzsteuer)
–  € 1303.– diritto di accisa (Verbrauchssteuer nach dem Branntwein- 
Monopolgesetz)
per ogni ettolitro di alcole puro
Caffè:
–  7% di IVA (Umsatzsteuer)
–  € 2,19 diritto di accisa per ogni chilo di caffè 
Queste tasse sono riscuotibili nel paese membro di destinazione, cioè sono pagate dall’importatore.
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I documenti che dovranno accompagnare i prodotti soggetti ad accisa sono:
1. fattura (in quattro copie) con: numero di accisa e di partita IVA del mittente, numero di accisa e di partita IVA del destinatario, denominazione del prodotto, numero delle confezioni/bottiglie per cartone, gradazione alcolica in % vol., contenuto del recipiente espresso in g. o kg./litri o cl.,
2. documento T2 emesso dalla ditta di spedizione, solo per il transito in Svizzera
3. per i prodotti soggetti ad accisa: documento DAA: Partita IVA e Codice di accisa del destinatario
Il sistema comunitario EMCS (Excise Movement and Control System) è una procedura informatizzata relativa alla circolazione di prodotti sottoposti da accisa in sospensione dell’accisa. 
In Germania è obbligatoria a decorrere dal 1 aprile 2010 l’adozione del documento amministrativo in forma elettronica per la circolazione dei prodotti soggetti ad accisa in regime sospensivo.
Sul sito dell’Agenzia delle Dogane www.agenziadogane.gov.it, nella sezione “Click rapidi”, seguendo i percorso “Accise → Telematizzazione delle accise → DAA telematico → Processi”, sono disponibili informazioni sulle seguenti procedure:
–  la trasmissione telematica della bozza di documento amministrativo elettronico di accompagnamento e delle note di ricevimento
–  la visualizzazione e il download via internet del documento amministrativo elettronico di accompagnamento (e-AD) e della nota di ricevimento; in particolare, la descrizione della funzione che consente di visualizzare e scaricare tali documenti è disponibile sul sito 
Per i vini in particolare : 
Secondo la direttiva 92/12 relativa al regime generale dei prodotti soggetti ad accisa è richiesto per i prodotti soggetti ad accisa il “documento amministrativo di accompagnamento”. Se il vino non è accompagnato dal “documento amministrativo di accompagnamento” (aziende con una produzione inferiore a 1000 hl di vino sono esentate dell’obbligo di utilizzare il documento DAA), sulla fattura commerciale dovranno essere indicati:

1. Mittente (ditta, indirizzo Partita IVA, n. Accisa)
2. Destinatario (ditta, indirizzo Partita IVA, n. Accisa) 3. Numero della fattura
4. Numero del libro uscite vini del mittente
5. Volume delle bottiglie
6. Numero totale delle bottiglie e numero di bottiglie per cartone
7. Tipo di vino (Vino DOC oppure Vino da tavola; vino rosso, bianco, rosato) 8. Contenuto in alcol del vino in % vol.
Se una di queste indicazioni manca, tutta la spedizione sarà sottoposta a prelevamenti a campione per controlli da parte degli istituti ufficiali di analisi.
Un aspetto molto importante è quello relativo all’etichettatura, materia stabilita in sede CEE, la quale prevede che le citazioni obbligatorie siano riportate in una delle lingue ufficiali della comunità; pertanto è sufficiente l’italiano.
Dichiarazione del solfito nei vini
L’attuazione della direttiva europea 2003/89 nell’ambito del vino è stata stabilita nel regolamento (CE) n. 1991/2004 della Commissione, pubblicato il 19 novembre 2004. L’articolo 1 capoverso 1b) precisa che per l’etichettatura dei vini devono essere utilizzate le indicazioni seguenti: “Contiene solfito”, “contiene anidride solforosa” o “contiene biossido di zolfo”, in tedesco “Enthält Sulfite” o “Enthält Schwefeldioxid”. Di conseguenza tutti i vini provenienti dalla Comunità europea che contengono più di 10 mg di solfito e prodotti dopo il 25 novembre 2005 dovranno essere sistematicamente provvisti di questa dichiarazione.
La direttiva 2003/89/CE relativa all’etichettatura rende obbligatoria questa dichiarazione dal 25 novembre 2005.
Le capacità dei recipienti ammesse per i vini da mensa (da tavola e DOC/DOCG) sono: Capacità CEE: 0,10 – 0,25 – 0,375 – 0,50 – 0,75-1 – 1,5 – 3 – 5 – 6 – 8 – 9 – 10 litri.
Per i vini spumanti: 0,125 – 0,2 – 0,375 – 0,75 – 1,5 – 3 – 4 – 5 – 6 –9 litri.

Per i prodotti alimentari in particolare:
Le etichette destinate alla distribuzione di confezioni pronte nella RFT possono essere scritte in diverse lingue devono però riportare in ogni caso i dati in lingua tedesca.
Da collocare sulla parte frontale della confezione:
Denominazione del prodotto
Peso/misura delle confezioni
MHD
– ben visibile, in base alle norme CEE
e in base all normativa tedesca sulla designazione dei prodotti alimentari (Lebensmittelkennzeichnungsverordnung)
– Misure in base alle quantità stabilite dal regolamento tedesco degli imballaggi (Fertigpackungsverordnung)
Misure delle scritte/quantità del contenuto
5– 50g/ml 2mm 50– 200g/ml 3mm 200 – 1000 g/ml 4 mm oltre 1000 g/ml 6 mm
– simbolo e (Marchio di controllo per la taratura dell’impianto di confezionamento)
– Durata minima di conservazione
(nel caso di conservazione fino a 3 mesi
i dati vanno messi per giorno, mese, anno – per conservazione per più di 3 mesi e meno di 18 mesi i dati vanno messi per mese ed anno)
Anche collocabili su altri lati/sul retro della confezione:
Elenco degli ingredienti
Nome
– Indicazione degli ingredienti – in senso discendente della percentuale degli ingredienti
Nel caso dell’indicazione di una materia prima dominante è necessario indicare nell’elenco degli ingredienti il contenuto dello stesso espresso in g.
– del produttore, confezionatore o distributore con indirizzo postale

Indicazione del lotto di produzione altre indicazioni
– Data di scadenza (MHD) o codice interno
– Ad es. istruzioni per la cottura, ricette, analisi dei valori nutrizionali o menzioni riferite alla qualità non prescritte dal diritto CEE o dal regolamento tedesco dei contrassegni. Le analisi dei valori nutrizionali si riferiscono a 100 g. o ml calcolati in kJ o in kcal.
Informazioni sulla realizzazione di una etichetta per prodotti particolari possono essere richieste all’ufficio ICE di Düsseldorf.
– Deposito cauzionale per lattine ed altri imballaggi usa e getta
Con il 1° maggio 2006 è stato creato un sistema unico per la gestione del deposito cauzionale sui recipienti monouso.

Riportiamo di seguito l’indirizzo della società che gestice il sistema:
DPG Deutsche Pfandsystem GmbH, Luisenstr. 46, 10117 Berlin
Tel. 030/8009740, Fax 030/800974111, email: [email protected]
La tariffa unica per l’iscrizione si aggira tra i 150 e i – 33.000 € + IVA tedesca a seconda della quantità di merce commercializzata (da 0,8 milioni di unità fino a 50 milioni di unità) in un’anno, il costo base annuo per la partecipazione al sistema è di 1.000 € + IVA tedesca (fino 15 milioni di unità annue) e di 3.000 € + IVA tedesca per unità annue eccedenti i 15 milioni.
Ulteriori informazioni e moduli di adesione sono disponibili sulla pagina web della DPG : www.dpg-pfandsysteme.de.
Informazioni sul “Punto Verde” in Germania
La legge sullo smaltimento di imballaggi prevede quanto segue: Secondo l’emendamento del decreto sugli imballaggi del 2.4.2008 (Verpackungsverordnung) il distributore della merce (dalla produzione alla vendita all’ingrosso e al dettaglio) è obbligato a riprendersi l’imballaggio di vendita senza alcuna ricompensa.

Il distributore deve portare gli imballaggi di vendita in un luogo di recupero per il riciclaggio. Inoltre, il distributore è obbligato a farsi certificare l’operato da mostrare poi alle autorità tedesche competenti.
In base a questa legge tedesca, che attua la direttiva comunitaria 94/92/CE, in materie di raccolta e riciclaggio dei rifiuti da imballaggio, anche il produttore/distributore straniero che mette in commercio degli imballaggi in Germania è responsabile della corretta gestione dei rifiuti. In Germania esiste, a differenza dell’Italia, la possibilità di scegliere tra la gestione di quest’obbligo in proprio o la possibilità di delegare l’obbligo a terzi, cioè dei sistemi di raccolta e smaltimenti.
I produttori/distributori che vogliono adempiere agli obblighi previsti in Germania in materia di imballaggi possono fornirsi di un sistema di riciclaggio dei rifiuti offerto dalle seguenti ditte:
BellandVision GmbH, Pegnitz
Der Grüne Punkt – Duales System Deutschland GmbH, Köln EKO-PUNKT GmbH, Mönchengladbach
INTERSEROH Dienstleistungs GmbH, Köln
Landbell AG, Mainz
Redual GmbH & Co. KG, Köln
Vfw GmbH, Köln
Zentek GmbH & Co. KG, Köln
Segnaliamo di seguito una società che offre dei servizi di assistenza per i sistemi di raccolta delle società Duales System Deutschland GmbH e Interseroh AG:
DEinternational Italia S.r.L.. Via Napo Torriani, 29. 20124 Milano. Tel.: +39 02 398009−1. Fax: +39 02 39800−195.
E−Mail: [email protected]−italien.it
La Camera di Commercio Italo-Germanica di Milano, Signora Heide Ehlers Tel. 02 67913-220 (indirizzo vedi sopra), partner in Italia per la società Duales System Deutschland GmbH potrà anche fornire informazioni ed assistenza in merito.

Redazione Newsfood.com

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