Torino – A seguito del comunicato emesso da Cgil, Cisl e Uil in relazione all’iter di approvazione del piano socio-sanitario regionale, i capigruppo Angelo Burzi (Fi), William Casoni
(An), Oreste Rossi (Lega Nord), Deodato Scanderebech (Udc), Maurizio Lupi (Dc -Ind Mpa), Stefano Monteggia (Gruppo Misto) hanno rilasciato la seguente dichiarazione.

“La triplice sindacale che risponde alla “chiamata alle armi” della sinistra dimostra che i partiti possono anche cambiare nome e sigla, ma certe cinghie di trasmissione continuano a funzionare
benissimo. E’ facile rispondere loro che i danni ai servizi sanitari e ai cittadini, provocati dalla scelta della Giunta, saranno ben più gravi di quelli determinati dai ritardi
nell’approvazione del Pssr. Anzi la nostra iniziativa è proprio motivata dalla necessità di cercare, per quanto possibile, di migliorare un Piano sbagliato nei metodi e nella
sostanza. E’ un dovere che abbiamo nei confronti della maggioranza dei cittadini piemontesi iscritti o meno ai sindacati confederali, che non si riconoscono nell’attuale coalizione di
centrosinistra.

Quanto ai riferimenti al passato, non è vero che ci siano state due legislature senza Piano, perché quello vigente è stato approvato nel 1997. E’ vero invece che la
proposta presentata dalla Giunta di centrodestra nel 2003 fu bloccata dall’allora opposizione di sinistra, che ne impedì il varo. Non si udì allora alcun reclamo del sindacato per
i ritardi provocati dall’opposizione”.