Quello che gli avvocati non dicono…

Quello che gli avvocati non dicono…

Quello che gli avvocati non dicono…e non diranno mai. Non hanno nessun interesse a chiudere la causa.

 

Lo scorso fine settimana ero ad un corso di formazione con imprenditori e professionisti che lavorano in diversi settori e mi sono ritrovato a parlare con un impresario di pompe funebri.

Causa contro Equitalia

La sua azienda non è in difficoltà. Le cose gli vanno bene, ha la situazione finanziaria sotto controllo e riesce a pagare tutto quello che deve pagare senza problemi. I clienti non mancano, diciamo, e lui ha risolto il problema dei pagamenti chiedendo tutto in anticipo.

Offre un servizio migliore, ma pretende il pagamento anticipato.

“E di cosa avete parlato e cosa c’entra col risanamento delle aziende in crisi finanziaria?”

 

Arriva il decreto ingiuntivo… che fare?

Abbiamo parlato di tante cose, ma soprattutto di un problema con un decreto ingiuntivo che gli era appena arrivato.

Praticamente mi ha spiegato di aver fatto una causa collettiva contro una società di riscossione del credito, tipo Equitalia per intenderci, perché riteneva ingiusto far pagare una determinata tassa sui funerali ai suoi clienti.

Per dare forza alla causa, non aveva versato le somme dovute.

Il TAR, dopo 6 anni, si dichiara non competente ad emettere sentenza

Ha fatto ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) insieme ad altri suoi colleghi per impedire al Comune di pretendere quella “tassa sul morto” e regalarla ad un’azienda privata, ma dopo 6 anni il tribunale si è dichiarato non competente ad emettere una sentenza.

Negli anni lui ha raccolto queste somme, ma non le ha versate. Le ha semplicemente messe in un conto deposito in attesa della decisione del giudice amministrativo.

Per questa causa lui e i suoi colleghi hanno già speso circa 30 mila euro di parcelle legali e la storia non è finita.

Causa di Equitalia contro impresari

L’azienda di riscossione comunale dopo il ritiro del TAR dalla partita ha fatto causa a tutti gli impresari davanti al giudice ordinario per riscuotere il proprio credito.

Ed è su questo che mi ha chiesto informazioni.

Voleva sapere a cosa stava andando incontro, cosa rischiava e se era una scelta saggia quella di proseguire con la causa civile fino ad arrivare alla sentenza di cassazione.

Fare opposizione, quasi sempre, porta solo
vantaggi agli avvocati

Per non portartela per le lunghe gli ho spiegato che una causa del genere porta tantissimi vantaggi soprattutto agli avvocati ai quali viene affidata, perché hanno la possibilità di accumulare anni di parcelle da incassare.

Cosa c’entra il recupero crediti con quello che faccio?

Semplice. In una situazione del genere – qualcuno deve dare soldi a qualcun altro – andare in tribunale e iniziare un lungo e sanguinoso procedimento legale conviene soprattutto agli avvocati che seguono la causa.

E’ più saggio voler vincere oppure
scegliere la soluzione più conveniente?

Il loro tempo costa, le loro parcelle sono legate ad un tariffario che fa aumentare il prezzo in base a quanti atti devono preparare per il procedimento legale.

Più la causa sta in tribunale, più soldi possono chiederti.

Con il duplice svantaggio che non solo ti trascini il problema per anni, ma che nel frattempo non sai nemmeno quanto ti costerà veramente andare avanti con la causa perché oltre alla tariffa professionale ci sono le spese, i rimborsi, ecc…

E se perdi sono dolori, perché oltre alle tue spese legali devi pagare pure quelle della controparte.

“Il mio avvocato è differente e ti consiglia solo il meglio per me”

Probabile, anzi, sicuro.

Che motivo ho io di dubitare che il tuo avvocato sia interessato solo a darti il miglior risultato possibile anche se questo significa rinunciare ad una buona parte dei soldi che può incassare da te?

Quello che so è che alcuni dei miei clienti si sono ritrovati la casa all’asta perché non hanno pagato l’avvocato che li aveva seguiti per qualche mese nella gestione dei debiti con le banche.

Casa pignorata per (piccolo) debito
verso il proprio avvocato

Per 3 mila euro di onorari, nemmeno guadagnati onestamente, si sono ritrovati con la casa pignorata e tutti i creditori attaccati al collo.

 

Meglio un accordo oggi che una causa domani

Quindi, nel dubbio, meglio un accordo oggi che una causa domani.

Negoziare con il tuo creditore i termini per rientrare di quello che gli devi è sicuramente la migliore strategia difensiva che tu possa sperare di applicare quando devi soldi a qualcuno (e spesso anche se qualcuno li deve a te).

Quando l’ho detto al mio nuovo amico e gli ho spiegato che se trova un accordo per risparmiare anche solo il 20% di quello che gli deve recupera almeno quello che ha già speso di avvocati mi ha risposto letteralmente: “ah, non l’avevo mai vista sotto questo punto di vista!”

Per forza.

Negoziare un debito e trovare un accordo transattivo è molto più difficile che scrivere 10 pagine di atto e depositare le carte in tribunale e aspettare 10 mesi tra un’udienza e l’altra.

Per farlo nella maniera corretta devi conoscere le tecniche, sapere con chi hai a che fare e come si comporta in situazioni simili. Ma non basta. Devi anche sapere come presentare la tua proposta spingendo le leve giuste a spingere l’altro ad accettare le tue condizioni.

Quindi devi studiare, testare, imparare e applicare…

L’avvocato solo quando serve…

Oppure devi convincere il tuo avvocato a smetterla di scrivere e a iniziare ad alzare il telefono per trattare con i tuoi creditori, sperando che non sia la prima volta che lo fa (non te lo dirà mai) e che tu non sia la cavia inconsapevole di una delle sue teorie giurisprudenziali.

C’è una terza strada. Puoi contattare me ed il mio staff per approfondire in maniera specifica la situazione della tua azienda e richiedere GRATUITAMENTE la Consulenza Diagnostica StratExit™.

 

Giuseppe Di Domenico
per Newsfood.com/Impresa

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