Pesce d’aprile: questa è la vera storia del Pesce d’Aprile… forse!

Pesce d’aprile: questa è la vera storia del Pesce d’Aprile… forse!

1° di Aprile 2015

Sul pesce d’aprile ci siamo impegnati, divertendoci tutti. Chiamato nello stesso modo in Francia mentre gli Inglesi parlano del primo d’aprile come del “giorno di tutti gli sciocchi”, in italiano il termine pare sia usato per la prima volta in uno scritto anonimo intorno al 1865.

In terra di Francia il termine sarebbe stato citato già due secoli prima, nel 1655 ma la domanda, sempre attuale e affasciante è, sempre, un’altra: com’è nato il pesce d’aprile? Una risposta certa non la possiamo avere. In compenso si sono formulate tante ipotesi anche, dissimili fra loro che dimostrano quanto il tema sia stato dibattuto.

Oggi l’unica  “preoccupazione” nasce dalla constatazione che, salvo eccezioni, nessuno di noi ha più voglia d’immaginare, fare, per poi riderne tutt’assieme, un bel pesce d’aprile.

Il destino del pesce d’aprile è davvero  strano. Inteso come scherzo, burla o clamorosa presa in giro ha scatenato nei secoli l’estro di buontemponi, la fantasia di parenti e amici e persino di giornalisti per la possibilità d’imbrogliare, in senso buono, s’intende, a mezzo stampa, con una certa facilità.

L’idea di ridere, con gli altri e degli altri, è certo vecchia quanto il mondo e chi deride il suo prossimo dovrebbe essere  riuscito a convincersi che non è il caso di sopprimerlo.

antonio_e_cleopatra_14Per risalire alle origini del pesce d’aprile dovremmo citare la “Vita di Marc’Antonio” di Plutarco nella quale ci riferisce  uno scherzo di Cleopatra ad Antonio. Lo scherzo consiste in questo.

Antonio  e  Cleopatra,  nei momenti di relax, pescano.  Come pescatore,  Antonio non ci sa fare e s’annoia. Bara e manda uno schiavo ad attaccare un pesce alla sua lenza. Cleopatra, voluttuosa di notte non stupida di giorno, capisce il trucco e si vendica.

Fa attaccare, da un suo schiavo alla lenza di Antonio, un’aringa del Mar Nero, salata e secca. Preso in castagna, deriso da Cleopatra davanti a tutti,  Antonio s’infuria. Conclude lo storico: l’idea del pesce d’aprile può essere nata da qui. Era quasi certamente aprile quando Antonio pescò l’aringa e l’aringa è un pesce. Nella mente della gente che leggeva Plutarco quell’immagine non dimenticata diventa verità storica. Di conseguenza, il primo giorno d’aprile assume la qualifica e la dignità del giorno del pesce.

 

Castello di NancyTanto meglio per chi, invece di subirlo, ne approfitta per gabbare gli altri come il duca Francesco che, fatto prigioniero da Luigi XII e rinchiuso nel castello di Nancy, evaderebbe il primo aprile del 1634. Come riesce a superare il fossato? Nuota. Nuota come un pesce.

 

 

 

 

Più divertente e meglio congegnata sarebbe la storia di re Filippo il Buono che continueremo a chiamare così anche dopo aver dato una “robusta” mano a catturare Giovanna d’Arco.

Filippo ha a corte un buffone, Kolling e il re lo sfida: “Domani, primo giorno d’Aprile,  devi inventarti il modo di giocarmi uno scherzo, ma bello e ti riempirò il cappello di monete d’oro se invece mi deluderai ti decapiterò” poi, segretamente, ordina che il buffone venga fatto ubriacare, come per caso.

Kolling, il giorno appresso, appare al Re in preda al vino, spettinato e malconcio non certo in grado di giocare uno scherzo a Sua Maestà che ordina di decapitarlo.

Kolling si lascia prendere non ha nemmeno l’aria di capire. Mette il capo sul ceppo con gli occhi semichiusi e solo all’ultimo sembra rendersi conto di quel che accade.

Guarda da sotto in su l’immensa mole del boia che lo sovrasta e nello stesso istante in cui l’omone fa il gesto di sollevare la scure per lasciargliela cadere sul collo… scoppia in un agghiacciante urlo. Il boia non ha in mano la scure ma una resta di salsicce e con questa colpisce in testa il povero Kolling che se ne rotola a terra senza dare alcun segno di vita. Chi s’avvicina al corpo immobile del buffone non ha dubbi: “E’ morto per la paura”.

Il re Filippo, davvero buono, lancia a sua volta un grido: “Kolling, mio carissimo Kolling ma io non volevo… come potrò mai perdonarmi…ma perché sono stato così pazzo con te, mio diletto compagno…era solo uno scherzo”.

S’ode una voce, è Kolling  “…anche il mio è uno scherzo Maestà, ora tocca a voi riempirmi il cappello”. Era il primo d’aprile, la data è certa. La storia  di Kolling dilagò, piacque a chi si  gratificava della scaltrezza di un buffone che era stato capace di gabbare perfino un Re e da allora si ritiene che lo scherzo del pesce d’aprile sia nato così.

Si può dare credito alle storie? Prendere o lasciare.

La Signora in Rosso
Newsfood.com

 

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