“Il regime delle quote latte deve rimanere inalterato fino al 2015 e su questo l’Unione europea deve fornire presto le necessarie rassicurazioni”. Lo ha detto oggi il presidente della
Confagricoltura Federico Vecchioni all’Assemblea dell’Unalat, ribadendo la richiesta fatta l’8 giugno al Commissario europeo Fischer Boel, durante un incontro a Bruxelles.

Vecchioni ha ricordato che la domanda mondiale di latte e di prodotti lattiero caseari, è in forte espansione, tanto che la Commissione, pochi giorni fa, ha azzerato i sostegni alle
esportazioni.

Occorre vigilare sui passi successivi che potrebbero portare ad un intervento diretto sul regime delle quote latte già in concomitanza con la verifica dello “stato di salute” della PAC,
per avere un atterraggio morbido nel 2015, quando dovrebbe essere abolito del tutto questo strumento di gestione del mercato.

“Dal 1984 ad oggi – ha detto Vecchioni – il regime del prelievo supplementare ha svolto in maniera soddisfacente il ruolo di programmazione e di controllo della produzione lattiera nell’Unione
europea. Da anni, gli allevatori italiani investono notevoli risorse finanziarie per acquistare quote sul libero mercato, in modo da assecondare l’indispensabile processo di adeguamento
organizzativo e strutturale dell’azienda”.

“Da quando, qualche mese fa, è iniziato il dibattito informale sul futuro delle quote latte in Europa – ha continuato il presidente di Confagricoltura – si è diffuso un pericoloso
e controproducente clima di incertezza tra i produttori. Occorre quindi intervenire con molta cautela. Fermo restando che, ogni eventuale modifica del sistema dopo il 2015 deve essere preparata
e dibattuta con le rappresentanze del mondo agricolo, per salvaguardare integralmente e senza compromessi la tenuta della competitiva delle nostre imprese.”

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