Regionalismo o macroregionalismo per Agricoltura italiana?

Regionalismo o macroregionalismo per Agricoltura italiana?

Regionalismo o macroregionalismo per Agricoltura italiana?

Milano, 1° marzo 2019

Agricoltura italiana pro regionalismo o macroregionalismo?

L’agricoltura italiana è già un fatto “regionale”. Ricordo gli anni dal 1975 al 1995 in cui vi fu un susseguirsi di norme e deleghe dallo stato verso le Regioni. Sia quelle a statuto ordinario che a quelle a statuto speciale e autonomiste secondo una gradualità e una crescita di deleghe molto chiare.

Il tutto poi si concretizzò con il referendum che aveva sancito la chiusura del dicastero nazionale a favore di un maggiore impulso regionale.

Impulso che c’è stato in parte, ma che non è andato oltre alla “settorialità” della competenza lineare. In modo tale, quasi, che ogni regione-provincia facesse in totale autonomia certi provvedimenti senza coordinamento con regioni limitrofe o non.

Penso alla questione latte di questi giorni: possibile che regione Sardegna e regione Toscana (e anche Lazio) che tutte producono latte caprino e ovino abbiano tre diverse misure e azioni applicate tramite i programmi rurali regionali, a volte anche contrastanti?

Penso al pomodoro da industria e al pomodoro fresco prodotti, come leader nazionali in provincia di Salerno, di Foggia e di Piacenza, ma in tre regioni differenti, con tre modalità diverse, con tre PSR diverse.

Forse lo Stato dovrebbe unificare le norme dopo che le regioni propongono, o viceversa? Sarebbe meglio istituire un ente (nuovo ente) nazionale di coordinamento per il pomodoro, per il latte caprino e per tanti altri prodotti.

Per esempio il Consorzio Grana Padano, come altri consorzi nazionali o enti, sono serviti anche a regolamentare e disciplinare l’intero comparto latte-grana nazionale, a beneficio di tutti, produzione e industriali…

E’ così che si deve fare in uno Stato con tante Regioni. Ma le Regioni Italiane come sono state “fatte” a suo tempo hanno ragione di esistere oggi?

Sono strategiche al bilancio dello Stato? E’ sufficiente il tavolo Stato-Regioni per risolvere tutte le questioni collegate e le deleghe? Non ci sarebbe bisogno invece di una grande innovazione tecnica-programmatica-condivisa?

L’ “autonomia regionale” ritorna alla ribalta, ma bisogna incasellarla oltre un dibattito contingente e tematico. L’Italia ha perso tempo su questo tema.

Sicuramente una agricoltura italiana, coordinata centralmente come Nazione, è sempre necessaria, ma Macro-Regioni non sarebbe un salto di qualità per tutti, produttori, trasformatori, industriali?

L’agricoltura oggi non può e non deve essere avulsa da tematiche socio-civili-economiche-politiche territoriali nazionali, e da una Europa forte che per reggere, deve andare oltre la moneta unica.

Veneto, Friuli, Trentino ma anche Lombardi hanno molte “cose” in comune. Piemonte, Liguria, Valle Aosta, Emilia Romagna potrebbero diventare “un ente unico” non solo per economie di scala. Anche risparmi, contratti diretti, a tutto vantaggio di una agricoltura di aree vaste, di prodotti vasti, di enti grandi e unici.

In grado di calmierare questioni di ordinaria quotidianità come il rapporto produzione-mercato che sarà sempre più un dualismo fondamentale per il successo di un qualsiasi prodotto.

Una vera riqualificazione e riordino del sistema Regioni dovrebbe assolutamente portare anche a sfoltire la platea di enti ed “entini” in passivo. Creando entità locali, i Comuni,  di almeno 4000/5000 abitanti con un bilancio minimo aggregato per poter rispondere ai cittadini.

Un Governo centrale di alta programmazione e pianificazione generale, snello e di dialogo con altri Stati è necessario sicuramente con funzioni specifiche. Ma è anche un Governo moderno quello che delega al territorio gestione e operatività.

Infine il contesto geografico più ampio imporrebbe una maggiore e più diretta sostenibilità, sussidiarietà e solidarietà assoluta e relativa.

 

Giampietro Comolli
Agronomo Economista Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici
per Newsfood.com

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