Regionalismo o Macroregioni per ridurre la burocrazia

Regionalismo o Macroregioni  per ridurre la burocrazia

 

Il tema dell’autonomia regionale è riemerso con il via libera governativo all’Emilia Romagna, Veneto e Lombardia

ECONOMIA NAZIONALE – NECESSITA SEMPLIFICARE LA BUROCRAZIA

Regionalismo o Macroregioni
Il tema dell’autonomia regionale è riemerso con il via libera governativo all’Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Percorso legittimato dalla Costituzione. Un tema che però non deve essere avulso da moderne e aperte tematiche sociali-civili-economiche-politiche territoriali.
L’autonomia rafforzata da sola non completa l’innovazione Paese. I tempi sono maturi per consegnare ai nostri figli e nipoti una Italia unita e forte, semplificata e solidale, giustamente liberale e diretta per le persone.
Questo vuol dire avvicinare sempre più il governo del luogo al singolo.
Chi governa, a qualunque livello, deve porre al centro di ogni politica i bisogni della persona, collegando ad essa tutte le altri filiere, i sistemi, i comparti produttivi economici.
E’ su questo che la politica si gioca la propria affidabilità e il consenso dell’elettore. Inoltre il cittadino-persona che deve essere baricentro anche di tutte le politiche europee.
Le alleanze preventive o i collocamenti nell’emiciclo non interessano a nessuno.
Inoltre la rinnovata vitalità di un più ampio regionalismo delegato ha immediatamente creato reazioni scomposte per paura di perdere privilegi o di essere messi alla prova.
Piacenza, come tante altre città, chiede un mercato del lavoro dinamico, più opportunità sociali e civili, progetti concreti,  meno ingiustizie e più sicurezza, meno sponsor di interessi di parte, meno matrimoni di convenienza, governabilità affidabile e diretta, certezze per i figli, tutela di quanto risparmiato e investito.
Di fatto, già da decenni, esistono differenze note e dimostrate fra una regione e l’altra, soprattutto nelle prestazioni, nella sanità, nella istruzione e nei servizi alla persona. Le 3 Regioni vogliono contribuire a un Paese più efficiente, conoscere a priori le disponibilità della propria spesa, assegnare fondi per progetti già deliberati e pianificati, far rendere di più il reddito creato da imprese e cittadini. E’ sbagliato?
L’Emilia Romagna, diversamente da Lombardia e Veneto, ha chiesto 15 competenze sulle 23 attribuibili alle Regioni a statuto ordinario dall’art 116 della Costituzione anche per una sensibilità e una progettualità diversa, sempre prevista, su tematiche qualificanti come la scuola, sanità, protezione civile, politiche del lavoro, semplificazione, sostegno zone svantaggiate, ambiente, caccia e pesca, internazionalizzazione imprese, misure e azioni finanziate dalla UE, più attività integrate turistiche e del settore agricolo con la PAC 2020-2027.
Nessun attacco all’unità giuridica e sostanziale della Nazione e alla solidarietà fra territori, anzi aumenterebbero gli “indizi” di sussidiarietà, grazie proprio alle economie di scala, alla efficienza della spesa e alla capacità di ottenere più fondi da terzi e dalla UE. Nessun danno a terzi.  Una riforma, quindi, che vada però oltre alle sole deleghe costituzionali, al rispetto delle attuali suddivisioni fiscali e tributarie, alla efficienza  e certezza di bilancio annuo e pluriannuale e guardi a 360° tutto il sistema paese snellendo, tagliando, concentrando, riducendo tutti quegli “entini” in passivo.
Guardiamo oltre al campanile, l’erba del vicino non è sempre più verde della nostra. Ci sono ancora comuni di 1000 e meno abitanti, eppure abbiamo bisogno di precidi sanitari, scolastici, viabilità, servizi pubblici uguali per tutti.
Abbiamo un territorio collinare-appenninico difficile che non ha bisogno di nuovi enti, ma di soluzioni immediate.  Una Nazione importante e rispettata si misura dalla sostenibilità e solidarietà insieme al valore (anche economico, ma meno finanziario) di efficienza, di merito, di gestione, di servizi a tutte le persone. 
Un contesto geopolitico e geoproduttivo più ampio, più numeroso, più semplice – ci insegnano i libri dell’economia reale – crea da solo più sussidiarietà relativa (interna) e assoluta (verso terzi).

Giampietro Comolli
Newsfood.com

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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