Rete delle donne per la tutela della biodiversità, via alle adesioni

Saranno donne di tutto il mondo, unite dal comune impegno per la sicurezza alimentare e per un’agricoltura sostenibile le protagoniste della costruenda rete per la tutela della
biodiversità, promossa da Regione Toscana e Commissione internazionale per il futuro del cibo. A Terra futura, la rete ha cominciato a muovere i primi passi attraverso un incontro,
introdotto dall’amministratrice dell’Arsia, che ha permesso di far conoscere i progetti e di raccogliere le prime adesioni, da parte di donne che, nel nostro territorio come su scala
internazionale, giocano un ruolo importante per la costruzione di un sistema agroalimentare all’insegna del ‘buono pulito e giusto’: donne che coltivano la terra o gestiscono imprese agricole,
o ancora attive nel campo dell’educazione e dell’informazione alimentare, come pure di donne impegnate su questi temi nelle istituzioni o nell’ambito della ricerca universitaria.

In cima alla lista di coloro che hanno sottoscritto sin qui la Carta d’intenti della rete, una autentica testimonial dell’impegno delle donne per la biodiversità come Vandana Shiva,
presidente della Commissione sul futuro del cibo, che ha aperto l’incontro di Terra futura; ma l’idea del network è stata sostenuta da altre figure di rilievo internazionale come Nuria
Costa, presidente della rete nazionale delle donne rurali del Messico (anche lei presente all’incontro odierno) e come Wangari Maathai, biologa, premio Nobel per la pace e attuale ministro
dell’Ambiente del Kenya che aveva già dato la sua adesione alla rete nei mesi scorsi.

India, Messico, Kenya: donne di tre Paesi e altrettanti continenti che già possono iniziare a dialogare. Ma la rete funzionerà anche su scala nazionale e locale: per questo
l’incontro di Terra futura ha registrato l’impegno di associazioni nazionali come la Fondazione Slow Food per la biodiversità (era presente stamani Cinzia Scaffidi) e Onilfa,
Osservatorio nazionale per l’imprenditoria e il lavoro femminile in agricoltura (c’era Veronica Navarra) e anche di donne rappresentanti di associazioni legate al mondo agricolo.

L’idea del network di donne custodi della biodiversità nasce dalla consapevolezza sia dei molteplici ruoli di cui è portatrice la donna nell’ambito della sicurezza alimentare
(basti pensare alle scelte che compie, in quanto madre, per l’alimentazione dei figli e della famiglia), che in quello della biodiversità (oggi sempre più donne si dedicano alla
produzione di alimenti), e quindi dalla constatazione che queste competenze possono crescere solo parallelamente all’allargamento dei diritti delle donne. Ma in che modo può funzionare
concretamente la rete? ‘Già oggi – ha spiegato nel suo intervento conclusivo l’assessore regionale all’agricoltura – esistono nel mondo numerosi movimenti di donne centrati sui
temi dell’alimentazione, della sicurezza alimentare, della biodiversità. Una rete di donne per la sicurezza alimentare e la salvaguardia della biodiversità può creare una
saldatura tra questi movimenti, diffondendo la consapevolezza dei legami tra genere e biodiversità, favorendo il miglioramento della capacità delle donne di mantenere il controllo
sul proprio ambiente, stimolando la nascita di movimenti dal basso che promuovano i diritti delle donne attraverso campagne sul cibo e la biodiversità. A livello locale, come in Toscana
dove è già nata, la rete può inoltre favorire una saldatura tra i movimenti ambientalisti e i movimenti per i diritti delle donne’.

Il lancio ufficiale della rete di donne per la biodiversità avverrà il prossimo 20 luglio, durante il meeting di san Rossore.

Massimo Orlandi

www.regione.toscana.it

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