Ricette in TV, cucina poco sana

Ricette in TV, cucina poco sana

Il lato oscuro del mito dello chef. Sull’onda della moda, sempre più reti televisivi propongono programmi di cucina, con il cuoco di turno che insegna come far da mangiare, le ricette base come le pietanze complicate.

Tuttavia, la cucina proposta non fa bene alla salute, eccedendo nei grassi e invece troppo limitata nelle fibre.

A sostenerlo, una ricerca dell’Università di Newcastle (Gran Bretagna), diretta dal professor Martin White e pubblicata sul “British Medical Journal”.

Gli esperti si sono attivati in seguito alla situazione TV: come in Italia, diversi canali del Regno Unito offrono format di cucina. White e la sua squadra hanno allora selezionato in maniera casuale 100 ricette, confrontandole con piatti pronti della grande distribuzione nazionale: catene come Tesco, Sainsbury’s e Asda.

Le analisi nutrizionali hanno provato come, di base, nessuno dei piatti TV rispettasse le linee-guida, britanniche ed internazionali, sulla dieta bilanciata. Inoltre, queste pietanze offrivano, in proporzione, più proteine e grassi e meno fibre dei cibi precotti.

Intervistato dai media, il capo-ricercatore ha messo in chiaro gli scopi della ricerca. Intento del gruppo di Newcastle non è demonizzare gli chef in TV: come spiega White, “Esistono moltissimi programmi televisivi di cucina che favoriscono uno stile d’alimentazione sano”.

Il vero obiettivo è combattere la diffusione dell’obesità che, nella sola Gran Bretagna, arriverà a colpire il 70% dei cittadini entro il 2020. La TV ed i programmi più seguiti, come appunto lo show cooking, possono essere formidabili maestri: a loro perciò il compito di diffondere corrette informazioni nutrizionali e consigli sul sano stile
di vita.

Matteo Clerici

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