“Tolleranza zero contro i tentativi di inquinare il territorio che rappresenta un valore aggiunto inestimabile per l’economia, l’ambiente, la salute e la qualità della vita dei
cittadini”. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alle operazioni, avviate dai carabinieri per la tutela dell’ambiente a conclusione di una inchiesta della Procura di Bologna, che
hanno portato alla scoperta di un pericoloso traffico di rifiuti utilizzati come pseudo-compost da impiegare nei campi.

In 11 anni – riferisce la Coldiretti – sono state 17.097 le azioni criminali compiute nel settore dei rifiuti secondo il rapporto Eurispes che cita i dati di Legambiente e del Nucleo di Tutela
dell’Ambiente dei Carabinieri, dai quali si evince che ogni giorno nel nostro Paese sono accertate circa cinque azioni di illecito riguardante il ciclo dei rifiuti, per un business che vale
26,9 miliardi di euro.

La nuova importante operazione conferma – sostiene la Coldiretti – che non si tratta più di episodi e che occorre stringere le maglie di un sistema che lascia troppi spazi ai rischi di
illegalità. Bisogna impedire – prosegue la Coldiretti – che lo smaltimento di rifiuti nocivi determini danni irreparabili all’ambiente che rischiano di pregiudicare anche lo sviluppo
economico di importanti attività imprenditoriali come l’agricoltura. Un settore che ha assicurato all’Italia un ruolo di leadership nella qualità a livello europeo e mondiale e
che viene messo a rischio da pericolosi episodi criminosi. L’Italia dispone – precisa la Coldiretti – di 4372 prodotti tradizionali censiti dalle regioni e il primato europeo di 159
denominazioni di origine riconosciute dall’UE (il 20 per cento del totale comunitario) mentre nella coltivazione di prodotti biologici il tricolore, con un milione di ettari e quasi
cinquantamila imprese, è sul podio mondiale davanti a Stati Uniti e Brasile ed è preceduto soltanto da Australia e Argentina, tutti Paesi che hanno la disponibilità di
terreni coltivati enormemente più grande di quella nazionale.

Per questo – sottolinea la Coldiretti – c’è la necessità di maggiori controlli e anche di più chiarezza sui compost immessi sul mercato, che dovrebbero riportare su
imballaggi e documenti di accompagnamento adeguate informazioni sulla loro origine e composizione. Si tratta di una necessità – continua la Coldiretti – per sostenere lo sforzo di quanti
investono per favorire lo sviluppo di una agricoltura che è in grado di guardare al mercato in chiave di qualità e di rispetto dell’ambiente e di rispondere alle richieste
avanzate dai consumatori di cibi fortemente legati al territorio, garantiti per l’assenza di contaminazioni e con informazioni chiare in etichetta. “Giù le mani dalla qualità
Italiana” è lo slogan della più grande manifestazione promossa dagli agricoltori negli ultimi anni, che Coldiretti organizzerà a Bologna l’11 luglio, a partire dalle ore
10,00. Da Piazza VIII Agosto si muoverà il corteo per Piazza Maggiore, dove sarà allestito un megapalco. Alla manifestazione parteciperanno gli agricoltori della Coldiretti
provenienti dalle campagne di ogni regione con auto, pullman, treni speciali e aerei.

Nella capitale dell’agroalimentare italiano gli imprenditori agricoli, insieme a cittadini, mamme, giovani e studenti, manifesteranno contro il tentativo di standardizzare e omologare verso il
basso la qualità dell’agricoltura italiana per asservirla ad un modello di sviluppo produttivistico, contrario all’interesse delle imprese, dell’ambiente e dei consumatori.

www.coldiretti.it