Milano, 4 Luglio 2007 – Responsabilità agli enti locali, in particolare alle Province. E’ questo il perno attorno al quale ruota la nuova legge sui rifiuti approvata dal Consiglio
regionale della Lombardia, a modifica della precedente legge regionale in materia, la n. 26 del 2003. Alle Province, dunque, spetta provvedere all’autosufficienza per lo smaltimento dei rifiuti
urbani (mediante piani che dovranno essere varati entro marzo 2008) e rilasciare il parere vincolante sull’autorizzazione di nuovi impianti (esclusi gli inceneritori).

In caso di parere negativo le Province devono però indicare una soluzione alternativa, che garantisca l’autosufficienza (anche con contratti di conferimento dei rifiuti fuori del loro
territorio). Diversamente il loro parere non è più vincolante per la Regione.

“Ad oggi – ha detto l’assessore alle Reti, Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile, Massimo Buscemi – nessuna Provincia ha ancora inviato per l’approvazione il proprio piano
rifiuti. In queste condizioni Regione Lombardia deve quindi agire in prima persona per assicurare lo smaltimento dei rifiuti, tutelare l’ambiente e la qualità della vita dei lombardi e
prevenire situazioni di emergenza”.

Contemporaneamente viene fissata al 1° gennaio 2009 la data di avvio dell’esercizio della competenza al rilascio dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale).

Per quanto riguarda Inzago, “se la Provincia dovesse dire no alla discarica – ha precisato Buscemi – senza indicare una soluzione alternativa, la Regione proseguirà l’istruttoria fino a
chiudere il procedimento sulla base delle risultanze della Conferenza dei Servizi. Insomma, Regione Lombardia vuole responsabilizzare appieno le Province su come e dove smaltire i propri
rifiuti ma anche garantire l’equilibrio e l’autosufficienza regionali”.

“Comunque – ha concluso Buscemi – non ci si può opporre pregiudizialmente alle discariche come ai termovalorizzatori. Non ci sono altre soluzioni. Del resto la raccolta differenziata,
che comunque in Lombardia è ai livelli nettamente più alti in Italia (43%), da sola non basta”.

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