Una multa che spinge ad incentivare la raccolta differenziata ed a ridurre il ricorso alla discarica, è questo il senso della sanzione di 250 mila euro che la Regione ha notificato a
cinque aziende di raccolta e smaltimento rifiuti che operano in Toscana: Quadrifoglio di Firenze, Rea di Rosignano, Belvedere di Peccioli, Csa di Terranova Bracciolini ed Esa di Portoferraio.

Il frutto. La multa, erogata nel settembre 2007 ma riferita a dati del 2005, non è piombata come una scure sui bilanci aziendali, costringendole – come sostengono le aziende stesse – a
rincarare le tariffe per i servizi al cittadino, ma era prevedibile in quanto inevitabile conseguenza dell’applicazione delle normative statali e regionali. Era inoltre stata annunciata il 20
ottobre scorso in una riunione alla quale hanno partecipato i rappresentanti di Cispel Toscana Confservizi.

“La legge regionale sui rifiuti, LR 25/98 – dice l’assessore regionale al bilancio Giuseppe Bertolucci – è chiara per quanto riguarda l’applicazione delle aliquote sui tributi dovuti
dalle aziende: fino a settembre 2005 era applicabile una distinzione tra rifiuti trattati e rifiuti inviati in discarica ‘tal quali’, ma per l’ultimo trimestre del 2005 questo non vale
più, tutti i rifiuti urbani che finiscono in discarica vengono considerati allo stesso modo e l’aliquota applicata è la stessa: 25,82”.

“Lo scopo del venir meno della distinzione – precisa l’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini – è quello di incentivare la raccolta differenziata, rendere conveniente per chi
gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti investire in meccanismi più efficaci per separare i prodotti di scarto ed aumentare la percentuale dei rifiuti trattati che vengono
riutilizzati e non finiscono in discarica perché, occorre chiarirlo, i rifiuti differenziati e quelli urbani trattati riutilizzati non vengono considerati nel calcolo dei tributi. E’
stato tassato solo ciò che finisce in discarica perché vogliamo far in modo che ci finiscano quantità di rifiuti sempre minori”.

Gli assessori regionali spiegano inoltre che la Regione sta lavorando per destinare le entrate dell’ecotassa ad un fondo specifico per interventi in favore della tutela dell’ambiente (come ad
esempio le incentivazioni alla raccolta differenziata). L’assessore Bramerini aggiunge inoltre che, raccogliendo le indicazioni del Consiglio regionale, saranno riviste le modalità di
conteggio dell’ecotassa, una modifica che produrrà effetti per l’anno 2008.
Una circolare, inviata alle aziende nel settembre 2005, ricordava loro il termine per il quale la legge regionale prevedeva la fine della distinzione delle aliquote (15,49 per i rifiuti
trattati e 20,66 per quelli non trattati) valida fino ad allora per i soggetti che non avevano raggiunto l’obiettivo del 35% di raccolta differenziata previsto dal Decreto Ronchi. Né in
occasione della circolare, né negli anni precedenti nessuna delle aziende aveva obiettato né sui meccanismi di procedura, né sul fatto che i rifiuti trattati fossero
considerati urbani. Il Settore tributi della Regione, con questa sanzione, non ha fatto altro che rispettare quanto previsto da norme tributarie, regionali e statali.

Pamela Pucci