Riflessioni sul vino sotto l’ombrellone ad agosto by Comolli

Riflessioni sul vino sotto l’ombrellone ad agosto by Comolli

  ==========News Agosto 2017 ===========

In The Times e The Drinks Business: I Conservatori Britannici brindano a Prosecco
British prime minister Theresa May has been serving up Prosecco to disgruntled MPs it has emerged, but why not woo them back with a glass of something British? As reported recently in The times, May has been on a “charm offensive” of late, seeking to win over jaded MPs in her Conservative party with Prosecco-fuelled garden parties at Chequers, the Buckinghamshire home of Britain’s prime ministers. May is clearly hoping that the Italian fizz and genteel setting of the Chilterns will go soma way to soothing the worries and doubt of those members of the party losing faith in her leadership due to her handling of the “Brexit” negotiations and losing a majority at the last general election. Cade il mito dello Champagne, in attesa della rinascita dello Champagne Londinese

BOTTEGA – VINO DELLA PACE – SPIRIT OF PEACE
“Hiroshima for World Peace” questo è un grido e uno slogan conosciuto in tutto il mondo, una memoria storica da non dimenticare. Oggi, quella tragedia, vive anche grazie a formule diverse di considerazione e di percorso conoscitivo, vista con il “filtro” del vetro soffiato di bottiglie speciali, che contengono grappa e vino, ma anche una colomba della pace. Nasce “Spirit of Peace”, il progetto voluto da Sandro Bottega e lanciato dall’azienda italiana Bottega, in partnership con il Comune di Hiroshima per sostenere iniziative solidali nella città distrutta dalla bomba atomica, grazie a una raccolta fondi ricavata dalla vendita della grappa “Peace for Hiroshima” e dello spumante Venezia Doc “Peace for the World”, unite in un unico cofanetto “Hiroshima for World Peace” agosto 1945 – agosto 2017

 

BOTTEGA PROSECCO, VOLA SU EASYJET E BRITISH AIRWAYS
Fornitura di Prosecco Spumante Doc, versione birillo da 200 cc del Vino dei Poeti, per il colosso aereo britannico dei voli low cost EasyJet e nuovo listing con la compagnia British Airways. Ennesimo successo della cantina Bottega, oggi presente con vini, spumanti e grappe in 130 paesi. EasyJet ha da tempo scelto l’aeroporto di Venezia Marco Polo come hub del sud Europa per collegare 34 città. Con British Airways, la compagnia aerea che ha fatto la storia dell’aviazione, ha rinnovato il listing del Gold Spumante Prosecco Doc Bottega e del Bottega Rose Gold Spumante Pinot Nero, entrambi in versione birillo. Il mondo del Prosecco Doc appare sempre più oggi, a livello mondiale, al centro di grandi eventi sportivi e di spettacolo, di grandi contratti …una volta appannaggio esclusivo degli Champagne.

 

STATI UNITI. MERCATO PRONTO ALLA LEADERSHIP DELLE BOLLICINE
Ancora nel 2016, il mercato UK era il primo al mondo per importazione con oltre 150 milioni di bottiglie. Sembra che questo primato possa già vacillare nel 2017 con il grande exploit oltre Atlantico. Negli ultimi 20 anni, i vini con le bollicine rappresentano il vino, e il prodotto alimentare in assoluto, con maggiore appeal e sviluppo sul mercato federale Usa fra tutte le bevande alcoliche. I consumi sono cresciuti del 60% in termini di volumi, oltre il 1005 in valore, ma soprattutto sono cambiati i consumatori americani. Oggi il successo è dovuto alla generazione dei wine lovers, dei millennials, dei giovani manager della finanza e delle banche. Anche negli Usa le bollicine stanno diventando un vino quotidiano e abituale per molti consumatori: una scelta di vita e di campo come in Europa era avvenuta con la maturità del tempo dell’Illuminismo. Stando agli ultimi autorevoli sondaggi, solo però il 18% degli adulti consuma bollicine occasionalmente. Grande potenzialità di crescita, quindi.

VENDEMMIA 2017 , C’E’ CHI FA GIA’ PREVISIONI SUL VINO
Siamo alle solite. Bisogna scrivere, apparire, essere i primi a dire la furbata di turno. Ad agosto tocca alla santa vendemmia sentirsi tirare la giacchetta da desta a sinistra. Sicuramente una vendemmia in anticipo, fatta in pieno caldo, in piena siccità, e ancor più anticipata rispetto agli anni precedenti. Sono oramai lontani 15-20 anni le vendemmia di fine settembre-ottobre. ora la partenza è intorno al 8-10 agosto. In partenza Sicilia e Sardegna, ma a seguire Franciacorta e Oltrepò per le basi spumanti: un po’ più tranquilli Trentino-Alto Adige e Prosecco. Una vendemmia 2017 caratterizzata soprattutto dal caldo e dalla siccità fra marzo-aprile in tutte le regioni italiane, con germogli anticipati per poi patire le gelate di tardo aprile, soprattutto in zone esposte ai venti gelidi del nord-est. Giugno poche piogge, siccità luglio-agosto quasi continua. Produzione globale in calo del 10-15% per le uve rosse, del 6-7% per quelle bianche. Peggio per quelle zone colpite anche dalle grandinate improvvise nei giorni di calura. Un punto positivo importante sono i bassi interventi sanitari sulle piante e quindi l’ottima salute e sanità dell’uva accolta, sanissima, dicono tutti. Meglio quindi le regioni del Sud, che quelle del nord Italia.

BIOVINO O BIODISTRETTO?
Tema sempre di attualità, tema importante per il produttore ma anche per il consumatore. Da un lato il produttore è chiamato a scelte difficili, cambi epocali, nuovi processi, controlli, misure, certificazioni che cambiano totalmente modi e tempi, costi e remunerazioni…dall’altro il consumatore non sempre ben informato, attratto da slogan e da interpretazioni, facile preda, senza strumenti di certezza su cosa compra, cosa ordina, cosa mangia al ristorante. Ma l’Europa chiede vini biologici, l’Europa ha emanato norme soft per certe necessità, nascono semafori e enti certificatori. Difficile far convivere nella stessa cantina vini bio e vini non bio. Meglio puntare ad una agricoltura biologica. Ma anche qui se il vicino del vigneto non è biologico, come si fa? ecco allora che nascono altre sigle e soluzioni: Ecobio, Bioeco, Ecolive che fanno ulteriore confusione. Io sono un piccolo produttore di ortaggi, verdure, frutta, uova per uso familiare un po’ allargato. Da sempre adotto un meccanismo di controllo rigido che parte dal campo. Ma nel mondo si parla di EcoSostenibilità agraria, ma si sa cosa vuol dire in termini pratici, operativi, meccanici, fisici, chimici, quotidiani? Chi controlla? Chi certifica? Il consumatore deve avere certezze. Essere attenti all’ecosistema nel suo complesso, è molto di più che non esserlo semplicemente verso “l’ecosistema vigneto”. Allora vuol dire che tutta una filiera deve essere coinvolta, per il vino: dal tappo, dal vetro, dall’etichetta che spiega bene, con date e parametri, il comportamento tenuto. Tutto deve cambiare in vigna per il vino, ma per filiera si intende un impegno verticale all’interno della singola azienda, ma anche orizzontale fra aziende vicine. Non credo che il futuro sia la totale riconversione del sistema bio, quanto piuttosto una consapevolezza generale, di tutti i fattori di produzione, che l’avvenire deve essere sostenibile. Ma questo comporta che anche la sanità…le banche…le amministrazioni…le fabbriche meccaniche…internet sia tutto EcoSostenibile altrimenti non ci sono certezze. La soluzione unica è il BioDistretto.

 

ENOTURISMO IN FRANCIA. STESSE NORME DA 50 ANNI CRESCE IL FATTURATO DA SEMPRE
Enoturismo francese nel 2016 ha fatturato 5,2 miliardi di euro, esattamente più del doppio che in Italia con lo stesso numero di ettari vitati, circa il 15% in più di cantine in Italia, 3 volte tanto il numero di strade dei vini e sapori sempre in Italia, circa il 25% in oiù fra ristoranti e agriturismi in Italia. C’è qualcosa che non torna, che non quadra! In Italia, poi, i dati di confronto sono forniti da soggetti diversi, pubblici e privati, che mai coincidono: ognuno tira l’acqua al proprio mulino. Dai 2,5 al 2,8 miliardi di euro il giro d’affari in Italia. In Francia i dati sono tutti uguali, un osservatorio vale l’altro, affidiamoci all’agenzia di sviluppo turistica nazionale. In Francia i turisti del vino o coloro che hanno programmato e prenotato in zone viticole erano 7,5 milioni nel 2009 (di cui 5 milioni di francesi)diventati 10 milioni ( di cui 4,2 milioni stranieri) nel 2016, per una spesa globale di 5,2 miliardi di euro nel 2016. Un dato che emerge chiaro è che per i francesi e verso la Francia c’è un posto riservato al vino più alto che all’ Italia: vuol dire, crediamo, che i francesi si interessano di più, spendono di più, rispettano di più che non gli italiani. E’ su questo che bisogna lavorare: andare in cantina non è come andare ad una sagra, eppoi la destinazione conta. Perché Bordeaux e Champagnr in Francia raccolgono a testa il 20% degli enoturisti all’anno, che con l’Alsazia si supera il 50% dei 10 milioni di presenze-arrivi totali. Un’ altra cosa importante: in Francia non c’è differenza fra arrivi e presenze! E c’è la legge Evin dal 1991 che vieta la promozione del consumo di tutte le bevande alcoliche sul territorio nazionale!

 

ENOTURISMO ITALIANO: MODIFICARE LE NORME SECONDO I TEMPI MODI E POTERI
In Italia si torna a parlare di legge sull’enoturismo. Dopo le prime norme degli anni ’90 culminati con la legge nazionale 268/99, urge un adeguamento. Come al solito in Italia…”fatta la legge, gabbato lu santo”, ovvero tante norme scritte e riscritte, ma poi interpretate dalle Regioni, adeguate dalle Provincie, lasciate correre dai Comuni ( NB: i Sindaci sono le autorità territoriali su licenze, permessi, controlli, verifiche, sicurezza…) e con tante imprese che eludono parametri sull’agriturismo come sulla vendita di prodotti. Differenza fra imprenditori, differenza fra “strada” e strada dei vini e sapori. Eppure si sente il bisogno di una nuova norma sull’Enoturismo italiano, visto anche il trend di sviluppo e crescita in Francia, ma anche in Spagna, in Portogallo, in Austria, nella Mosella. Eppoi ecco spuntare 2-3 leggi diverse sullo stesso tema : una a firma Colomba Mongello e una Dario Stefàno!! Le Strade chiedono di essere coinvolte sulla nuova legge, evidenziando la loro funzione strategica in alcune Regioni. Ma i politici coinvolti dichiarano: ”Abbiamo già ascoltato tutta la filiera. Vogliamo dare un quadro nazionale di riferimento che tenga conto della realtà e dello sviluppo in atto, senza fare il caos delle norme sull’agriturismo e chiarendo aspetti amministrativi e impositivi e fiscali”. Molto chiaro il commento delle Città del Vino: “ Prima rispettare la storia culturale italiana generale legata al vino. Secondo impariamo dalle strutture di successo nel settore del turismo e non seguiamo i fallimenti” .

 

VITICOLTURA ITALIANA E MONDIALE. DOPO 120 ANNI NUOVE STRATEGIE COLTURALI
Non solo per il vino i cambiamenti culturali e di consumo stanno segnando una svolta epocale, ma soprattutto ancor prima anche la coltivazione della vite, l’ampelografia viticola necessitano di un forte cambio di rotta. Evidentemente in linea anche con il vino. Tutti i docenti e gli istituti di ricerca sono da anni impegnati in studi, sperimentazioni e analisi delle situazioni clima-ambiente-territorio-vegetazione-impiantistica del vigneto perché le modifiche in atto è bene che siano governate, monitorate, anticipate per poter avere buoni risultati. Da Davis in California a Montpellier in Francia, da San Michele all’Adige a Alba le analisi parlano di vera rivoluzione. E’ da rivedere ogni formula, modello, aspetto…ad iniziare anche dalle semplici classificazioni geopedologiche e geostanziali europee che segnavano il rapporto fra localizzazione della vigna e relative produzioni, caratteristiche chimiche e fisiche, componenti biologici e strutturali. In previsione c’è una impossibilità ad avere una visione unitaria su tanti aspetti. Soprattutto nei paesi viticoli mondiali nord-sud come Cile, Argentina, Italia, Francia le differenze saranno molto evidenti anche per stesse varietà stessi allevamenti. Il tutto si ripercuote nei vini, cioè anche l’enologia e l’enometria cambia immediatamente. Gli enologi di nuova generazione saranno impegnati in questi cambi repentini. Le stesse aziende enologiche. Come pure le aziende viticole. Sono alle porte cambi di ogni genere. Forse il miglior Pinot Nero si coltiverà oltre i 500 metri di altitudine, in vigneti esposti a nord, con sesti di impianto larghi da 1800-2400 piante per ettaro…per esempio…da cui si evince che il clima ( temperature, piogge, venti, umidità) è la componente più variabile all’interno del famoso triangolo della qualità vitivinicola oramai definito da 30 anni: clima, vitigno, terreno. Come secondo aspetto innovativo da dover cambiare e su cui bisogna incidere sono i vitigni, le varietà, i cloni e il tipo di allevamento. In questo la genetica vegetale è il primo banco sperimentale: provare incroci, cloni, nuove varietà che abbiano grandi capacità di reggere stress idrici-climatici di varia natura senza perdere in contenuti acidi, polifenolici, terpenici e nello stesso tempo non far salire i valori di ph nei mosti, fattore sensibile alle temperature troppo elevate e prolungate. Altro espetto importante sarà quello di individuare “piedi” franchi nuovi in grado di portare nuovi innesti, di sostenere carenza idrica, di reggere insolazioni prolungate senza disseccamenti e senza defogliazioni in fase vegetativa. Credo che il futuro possa essere una concezione viticola “alla greca o alla etrusca” ma anche spostata a quote altimetriche sempre più elevate.

 

 

Giampietro Comolli

Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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Redazione Newsfood.com

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