D: Il mio datore di lavoro (non sono e non sarò la prima? purtroppo?) mi ha rinnovato il contratto di lavoro per la quarta volta (con 4 contratti a tempo determinato ed uno con
diverse mansioni poi rinnovato). Insomma una forma di precariato senza fine. Volevo sapere ma non c’è una forma di tutela al riguardo dopo l’introduzione delle nuove disposizioni sui
contratti a termine? Grazie.

R: Il diritto al lavoro è costituzionalmente garantito, ma solo a parole. Però ogni tanto i supremi organi della giustizia cercano di porre rimedio alle ingiustizie affermando nel
suo caso il conseguente diritto alla stabilizzazione del rapporto di lavoro. Infatti la Corte di Cassazione Sezione Lavoro con sentenza del 23 agosto 2007, n. 17932 ha disposto in un caso
analogo al suo ( una dipendente assunta alle dipendenze della RAI quattordici volte in tredici anni con contratti a tempo determinato) che la ripetizione di assunzioni a termine ha spesso lo
scopo di eludere l’assunzione a tempo indeterminato e dà diritto ad un unico rapporto a tempo indeterminato, se il dipendente viene licenziato il licenziamento è illegittimo con
conseguente diritto alla riassunzione ed al risarcimento del danno.
Per la Cassazione anche se la legge n. 230 del 1962 è stata abrogata, l’ipotesi di elusione può configurarsi anche nella vigenza della nuova disciplina dei contratti a termine,
recata dal D. Lgs. n. 368 del 2001, se dalla ripetitività dei contratti possa desumersi che il lavoratore non sia stato assunto per esigenze temporanee.
Per la Cassazione ciò può desumersi da una serie di elementi: il numero e la frequenza delle assunzioni a termine, la idoneità della qualifica attribuita al dipendente nei
vari contratti, la sostanziale identità delle mansioni espletate, ecc.