D: Sto subendo mobbing e ritorsioni sul posto di lavoro e sono stato lasciato da tempo inoperoso e senza mansioni. Posso chiamare l’azienda in giudizio per un risarcimento dei danni,
perlomeno morali?

R: Se al lavoratore viene tolta la possibilità di estrinsecare la sua personalità nell’ambito del lavoro a causa della totale sottrazione delle mansioni questi subisce, da un
lato, una perdita di competenze che compromette il suo «valore» sul mercato del lavoro, cioè la possibilità di progressione nella carriera sia
nell’ambito lavorativo sia altrove e, dall’altro lato, una perdita di dignità e di immagine professionale che compromette la vita di relazione e la stima di cui il lavoratore gode sia
presso i colleghi di lavoro sia, più in generale, nella società civile.
La giurisprudenza ritiene che rientri nel danno da dequalificazione anche la lesione del diritto fondamentale della persona alla libera esplicazione ed alla libera realizzazione della propria
personalità all’interno dell’ambiente di lavoro che spesso provoca un ulteriore danno che colpisce la persona del lavoratore sotto il profilo della salute che, se provato in causa di
solito attraverso una consulenza tecnica medica che accerta l’entità del disagio psicofisico, comporta il risarcimento del danno.