Condividiamo l’analisi dei risparmi che hanno avuto luogo con i processi di liberalizzazione che, oltre aver immesso gli elementi di una nuova cultura del mercato, hanno fatto risparmiare 2,8
miliardi alle famiglie italiane.

Ma a ciò bisogna aggiungere ulteriori fatti, sia positivi che negativi, che tali processi stanno comportando nel Paese.
Tra quelli positivi possiamo annoverare i risparmi delle famiglie per i costi dei contenziosi legali, essenzialmente quelli derivanti da liti condominiali e separazioni coniugali. Il Patto di
quota lite e la Contrattazione dei minimi prima prefissati hanno comportato, dai calcoli a del nostro Osservatorio, 750 milioni di risparmi per le famiglie italiane.

D’altro lato, vi sono ancora ombre, dovute all’arroganza di banche e assicurazioni, che testardamente non applicano in toto le normative definite da quei processi.
Ci riferiamo principalmente ai risparmi, ancora non registrati, per via dell’indennizzo diretto nelle assicurazioni auto e quelli relativi all’applicazione equa della simmetria dei tassi di
interesse.
Per quanto riguarda queste due ultime questioni, la nostra iniziativa per il rispetto delle regole potrà anche condurci all’utilizzo delle nuove norme di class action, a partire da
luglio prossimo.

Avremmo voluto inoltre che la terza lenzuolata Bersani fosse stata promulgata dal nostro Parlamento. Al suo interno due questioni fondamentali:
– il superamento delle penali di massimo scoperto, vero e proprio strozzinaggio contro i clienti, soprattutto quelli della piccola impresa;
– il tanto atteso processo di razionalizzazione ed ampliamento della rete di distribuzione dei carburanti, che potrebbe portare ad interessanti risparmi, specialmente in una fase di forti
aumenti come quella attuale, di 8- 9 centesimi al litro di carburante, pari a risparmi annui in maniera diretta di 96,00 ? annui.

Auspichiamo perciò che, in tema di liberalizzazione, chiunque avrà responsabilità di Governo, si assuma l’impegno di portarle avanti, e non solo quello di ammantarsi di
etichette (il più delle volte fasulle) di forze politiche attente ai processi di modernizzazione del Paese.