Aumentano i costi dei contrassegni per il permesso di carico e scarico nel centro storico e i grossisti romani si ribellano.
La necessità di tutelare l’immenso patrimonio storico e archeologico della Città, di salvaguardare la qualità della vita di interi quartieri e favorire la diminuzione
dell’inquinamento ambientale, ha fatto si che la zona a traffico limitato del comune di Roma fosse tra le più vaste d’Europa con i suoi oltre 4,2 kmq e che, al contempo, si creassero
numerosi problemi a coloro che per ragioni di lavoro devono transitare in queste aree.
In particolare, sono i grossisti di bevande a farsi sentire con il Comune, in quanto per effettuare le consegne nei locali del centro storico, sono costretti a fare i conti con permessi sempre
più costosi, aree di parcheggio adibite al carico e scarico delle merci troppo piccole rispetto alle esigenze e quasi sempre occupate, e orari di accesso alle ztl che spesso non
coincidono con le esigenze dei clienti.
“Ormai e’ veramente impossibile non essere multati ogni volta che si entra in centro per effettuare consegne ai nostri clienti”, spiega uno dei grossisti del consorzio Intesa dai quali parte la
denuncia.
Ad aggravare ulteriormente la situazione a livello economico, inoltre, l’enorme incremento del costo dei permessi da versare all’ATAC passato dai 50 euro del 2006 ai 550 euro per
automezzo.
Infine, per ottenere il rilascio del contrassegno, l’ATAC richiede una copia dei contratti o la dichiarazione sostitutiva dei clienti che attestino il lavoro dei grossisti all’interno delle
ztl. Una richiesta, questa, che oltre a ledere il diritto alla privacy di esercenti e distributori, richiederebbe un impegno gravoso per la raccolta di tutta la documentazione richiesta.
La denuncia e’ stata raccolta da Italgrob, Federazione Italiana dei Grossisti e Distributori di Bevande, associazione di riferimento per il settore che si farà portavoce di questo
problema con le autorità competenti.

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