Questa pianta aromatica è un arbusto cespuglioso sempreverde, molto conosciuto
e diffuso già nell’antichità, ancora oggi largamente utilizzato nella cucina mediterranea. Il suo nome, dal latino, significa “rugiada marina” perché originariamente il
rosmarino cresceva spontaneo sulle coste mediterranee.
La pianta è alta sino a due metri; i suoi numerosi rami hanno foglie piccole, aghiformi e di colore verde, argenteo nella pagina inferiore; i fiori sono azzurrini, rosati o bianchi e
sbocciano dalla primavera all’autunno, a secondo del clima.
Il rosmarino ha un profumo intenso di incenso e canfora, dovuto ad un olio essenziale presente nelle sue foglie. Arbusto rustico, ama il sole e tollera la siccità; è facile da
coltivare anche nell’Italia del nord se posizionato in una zona protetta.
Tra le proprietà della pianta, si ricordano quelle antisettiche, diuretiche, aperitive, toniche, rilassanti, stimolanti della memoria.
La pianta si può raccogliere e usare fresca tutto l’anno.

In cucina
Arrosti, patate, torte rustiche, agnello, manzo, coniglio, anatra, oca, patè: questi sono solo alcuni dei piatti ai quali il rosmarino dona un caratteristico aroma e gusto. Si usa anche,
tritato, su pane e focacce; i suoi rametti si impiegano inoltre per aromatizzare aceto e olio.

Consigli della nonna e curiosità
Il rosmarino è usato come rimedio naturale contro la calvizie e la debolezza dei capelli. L’infuso di questa pianta sembra abbia anche la virtù di scurire i capelli bianchi.
Inoltre, si può ottenere una bevanda per stimolare dell’appetito lasciando a macerare due manciate di foglie di rosmarino in un litro di buon vino bianco.
Nel linguaggio dei fiori il rosmarino è la pianta del ricordo, come testimonia Ofelia nell’Amleto: “Ecco laggiù il rosmarino, la pianta del ricordo“.
In passato, la pianta veniva usata per disinfettare le stanze dei malati e con il suo decotto si provvedeva anche alla pulizia di cucine, lavandini e vasche da bagno.

a cura di Rosa Velliscig e Lorenzo Totò