Sabaudia: Il Punteruolo Rosso non risparmia le palme del Parco Nazionale del Circeo

Roma – E’ allarme per le palme storiche di Sabaudia, la località di vacanza a sud di Roma, in pieno Parco Nazionale del Circeo. Il punteruolo rosso sta mettendo in ginocchio il
patrimonio di piante anche su questo tratto di costa.Qui, oltre al danno ambientale, c’é anche quello storico: sono state abbattute (a dicembre 2008) 150 palme pubbliche, ne
rimangono ancora 300 comunali mentre nel Borgo di Villa Fogliano, sempre nell’area di Sabaudia, 100 le palme attaccate sulle circa 700 presenti forse nel più grande palmeto
protetto del Lazio.

Ma la ‘malattia’ delle palme è dilagante. I tecnici del servizio fitosanitario del Lazio dicono che ai numeri ufficiali sfugge il sommerso di chi provvede in proprio.

Nel Lazio, fino a dicembre 2008, i coleotteri hanno attaccato circa il 30% delle palme, a rischio ce ne sono ben 5 mila su tutto il litorale laziale (da Ostia a Ladispoli a Santa
Marinella, con Formia, Gaeta e Tarquinia che resistono). A Roma, dove sono già state distrutte 100 palme, attacca fortemente il XIII municipio, Casalpalocco e Monteverde. Salve,
dicono gli esperti che hanno condotto il monitoraggio, quelle del Vaticano. In Italia la situazione lungo le coste è drammatica. Secondo gli ultimi bilanci, 30 mila le palme
attaccate in Sicilia, il triplo delle 10 mila finora considerate.

Su una palma che manifesta i sintomi, ce ne sono altre due già malate ma ancora asintomatiche. Nel 2007-2008, circa 2 mila sono state abbattute in Campania (a Napoli l’allarme
riguarda le palme della Villa comunale e del Lungomare), tra 700 e 1.000 nel Lazio, 150 in Puglia.

In 20-30 giorni, con un attacco massiccio, il killer delle palme, rintracciato per la prima volta in Italia nel 2004 in un vivaio di Pistoia, può uccidere una pianta di notevoli
dimensioni, quando, invece, se la prende comoda impiega 4-8 mesi. I danni economici sono rilevanti: anche 20.000 euro per una palma di 20 metri, intorno ai 1.000 euro il costo medio per
l’abbattimento (poi termodistruzione o biotriturazione).

E’ stato incluso nell’Alert list della European plant protection organization (Eppo). Anche perché al momento è impossibile sconfiggerlo. Motivo per cui, il punteruolo
rosso
(Rhynchophorus ferrugineus) è oggetto di studi da parte di molte università italiane. Tra le ricerche, c’é anche chi vuole guardare nella sua mappa
genetica per leggerne il Dna, ricostruirne la provenienza o la variazione tra individui che attaccano la stessa palma.

Ma non si è giunti a una soluzione: “Si può pensare a un suo controllo – ammettono la dottoressa, Rita Cervo, e il dottor Giuseppe Mazza, dell’Università di Firenze
– ma non è possibile l’eradicazione”. La ricerca studia la “biologia di base” e tenta di “indagare se, oltre ai ferormoni, ci siano sostanze chimiche impiegate nel ciclo vitale,
in particolare nella deposizione delle uova”.

Questo, perché i maschi di punteruolo rosso riescono a attrarre individui della stessa specie sulla palma idonea alla deposizione. Da investigare, osservano Cervo e Mazza,
rimangono “più aspetti”: le dinamiche tra individui conspecifici o i segnali (probabilmente chimici) di queste interazioni. Tra gli obiettivi, capire se c’é stata
“un’unica invasione e se ci sono differenze tra le popolazioni italiane e quelle originarie”.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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