Sale Italiano resti agli Italiani: appello al Demanio e al Governo

Sale Italiano resti agli Italiani: appello al Demanio e al Governo

Le saline e le cave sono in Italia, il Sale Italiano alimentare e non,  resti agli Italiani – Appello al Demanio e al Governo:  Non dobbiamo farci scippare, dai Francesi e da nessun altro, questa importante risorsa naturale italiana.

Il sale è come l’acqua potabile. Una proprietà pubblica collettiva da difendere e tutelare

Sale Italiano alimentare: Niente monopoli, ma fare strategia e sistema deve essere un nuovo impegno nazionale.

di Giampietro Comolli

L’assegnazione degli usi e le destinazioni a terzi, la contrattualistica e i bilanci sono sempre una componente di organizzazione e di scelte di impresa spesso collegate alle strategie e necessità del territorio. Non vogliamo però entrare nel merito di situazioni o problemi imprenditoriali o di gestione delle concessioni come sono stati evidenziati dalla stampa locale e nazionale negli ultimi anni.  E’ evidente che anche il Demanio e lo Stato, come unici proprietari, devono essere in primis coinvolti nella nuova visione di un #saleitaliano.

Per questo Ministeri dello Sviluppo Economico e della Agricoltura Pesca Alimentazione, ma anche quello dei Trasporti e Navigazione devono essere i primi interlocutori ed essere i primi a volere una valorizzazione del bene indivisibile e inalienabile da parte dello Stato del Sale Italiano Alimentare.  Ci sono diritti e dovere da evidenziare, sostenere ma anche farsi carico, in quanto proprietari.

Poi è l’impresa o le imprese private, che devono essere innovative e proiettate non solo al business e al reddito, senza oligopoli, monopoli o problemi di concorrenza e di trust.
Oggetto della concessione governativa è l’estrazione del primordiale bene naturale, il sale,  fondamentale per destinazioni industriali, artigianali ed alimentari.

Il demanio è il proprietario del Sale Italiano alimentare e non

Il Demanio è proprietario, le imprese private sono gestori autorizzati, ma la assenza da anni di un piano industriale nazionale,  non ha  colto l’importanza distrettuale e integrato del sale per offrire opportunità, nuovi posti e imprese, diversificazione  facendo squadra e sistema in particolare sul Sale Italiano alimentare.

Le saline sono viste molto come prodotto da raccogliere e commercializzare per volumi, quantità, spesso con una filiera di vendita lunga con molti rincari, spesso eliminabili. Poi ci sono eccezioni e localmente è successo qualcosa e ci sono delle azioni condivise di valorizzazione territoriale. Ma occorre un cambio di passo.

Il Governo può fare molto con Regioni e comuni”. Quindi la concessione del bene “salina” deve andare di pari passo con una integrazione e norma che sviluppi la risorsa a favore del distretto produttivo, dove risiedono i lavoratori. Deve diventare una vera destinazione diffusa e integrata del turismo regionale. Ben venga implementare i musei già esistenti, ampliandoli e migliorandoli presentando piani di finanziamento direttamente in Europa.

Sale Italiano alimentare, una grande risorsa che l’Europa potrebbe sostenere con investimenti adeguati

La UE su settori ambiente, mare, coesione sociale, mecenatismo, partecipanza … ha grandi fondi disponibili che l’Italia negli ultimi 15 anni non ha mai sfruttato fino in fondo: non si arriva al 60% di quello che potremmo ottenere senza alcun sforzo perché già assegnato. Basterebbe avere progetti concreti, obiettivi precisi e un po’ di investimento diretto.

Sale Italiano alimentare, potenziale capofila di un progetto Mediterraneo

Basterebbe fare un progetto concreto di sviluppo, magari coinvolgendo anche altre “saline” di mare o di roccia di altri paesi, come quelle sulla costa orientale dell’Adriatico. Oppure rispolverando e ridando vigore e pregio alle prime saline “Fenicie” del mediterraneo orientale, come quelle dell’isola di Cipro o quella antichissima di Almyros in Grecia (1500 anni a. C.) nel golfo di Tessaglia, detta terra Magnesia… il tutto collegate con le sempre antiche origini fenicie delle saline storiche di Paceco e Nubia a Trapani già Presidio SF e unico sale Igp.

Il Demanio e lo Stato Italiano possiedono un gioiello unico in tutta Europa, il Sale Italiano alimentare, che deve essere difeso con i denti e valorizzato al massimo, sia da solo che in un gruppo di eccellenze alimentari, sanitarie e da cucina di Sicilia e di Sardegna.

Sale Italiano alimentare, in pericolo la salina di Margherita di Savoia

In particolare, la salina di mare di Margherita di Savoia, affacciata al golfo di Manfredonia con sfondo il Gargano, avente una sua Riserva Parco già attiva, un sito termale spa-benessere molto importante, un museo da aprire ancor più al mondo, diversità tipologiche di sali naturali.

Un retroterra produttivo del tavoliere dell’alto salentino, del Gargano ricchi di enogastronomia e di storia anche d’Italia. Senza dimenticare il valore dei porti turistici del basso Adriatico e tutta la flotta di pescherecci in grado di pescare il miglior pesce… Tutto questo rappresenta una forte e consolidata realtà, pronta alla innovazione e allo sviluppo. Una realtà sulla quale impiantare il sistema e il modello del nuovo #saleitaliano.

Un sistema Sale-Terme-Parco che è strettamente collegato a un governo diverso dei  “fermo-pesca”. Un sistema integrato e diffuso su un territorio-littoraneo di circa 20.000 ettari in grado di unire i 4000 ettari della zona Sic-Zps delle saline, con i 500 ettari di vasche evaporanti e salanti (le più grandi d’Europa) con le filiere enogastronomiche, enoturistiche e agroalimentari di uno dei distretti più biodiversi d’Italia.

Per il Paese Italia è soprattutto una questione di opportunità, di scelte strategiche, di affermazione del made in Italy anche per una commodity che può diventare un altro gioiello Igp, Dop, Presidio, Stg che arricchisce il già ricco patrimonio del BelPaese.

Sale Italiano alimentare patrimonio nazionale

Un patrimonio nazionale  che può avere sbocchi, interessi, creare imprese nel mondo della cosmesi, della medicina, dei coadiuvanti, della sanificazione e della conservazione dei cibi, oltre che al normale, ma di alto valore aggiunto e pregio, nei ristoranti stellati e più noti nel mondo. Oggi uno spazio occupato da imprese londinesi con il sale Maldon o himalaiane con il sale rosa.

Sale Italiano alimentare indispensabile per tutte le eccellenze agroalimentari Made in Italy

Senza il sale marino non avremmo storie di arte culinaria da raccontare come quella dello stoccafisso, della saracca, del carpione, del baccalà, delle acciughe. Senza il sale di terra o salgemma, come quello prodotto a Volterra o a Salsomaggiore, non avremmo il culatello di Zibello, il Parmigiano, il lardo di Colonnata, la coppa di Piacenza, il Grana Padano, la carne seccata. E nemmeno le conserve in salamoia, come olive, pomodori, cetrioli, cipolle.

Tutti alimenti che per il contatto o il contenuto di iodio, magnesio, sodio, potassio, zolfo nelle giuste quantità diventano salutari, coadiuvanti terapeutici. Esponenti importanti nella dieta mediterranea riconosciuta dall’Unesco come patrimonio indissolubile del mondo.

Sale Italiano alimentare non è una semplice commodity

Per questo il sale non deve essere trattato come una commodity, ma come una componente alimentare, salutistica, farmaceutica, omeopatica, ma  ovviamente nelle giusta misura, dose e formula”.

Questo è l’aspetto più positivo che potrebbe tornare molto utile per una nuova impostazione di tutto il sistema delle concessioni e della gestione di una salina. Ma occorre con una nuova visione, in cui determinati beni strategici per il BelPaese (NB: tutto quello che è agroalimentare-enogastronomia dovrebbe essere strategico per l’Italia!) non dovrebbero essere alienati o ceduti o persi con facilità. Per questo i prodotti strategici come il Sale Italiano alimentare dovrebbero essere tutelati da eventuali giochi finanziari, solo di interesse al business privato o per fare cassa, se vendibili.

Sale Italiano alimentare è un elemento prezioso da tutelare contro le rapine

Una concessione di una proprietà pubblica, cioè una proprietà collettiva degli italiani, non deve poter essere venduta o passare di mano come se fosse una bottega qualsiasi. E’ come vendere un pezzo d’Italia, un monumento, un’opera d’arte,  anche se temporaneamente.

Il mass market del sale fa bilancio ma è marginale rispetto al valore aggiunto e ai benefici sociali ed economici che possono nascere nel Sud Italia. Senza assistenzialismo ma con uno sviluppo imprenditoriale, grazie a un grande piano strategico imprenditoriale di Distretto Produttivo che ruota a 360° attorno al brand “SaleSudItaly”.

Su questo CEVES sta lavorando da più di un anno analizzando e degustando circa 300 Sali diversi provenienti da tutti i paesi del mondo, estratti o commercializzati.

A fine 2019 saranno disponibili i risultati tecnici.

 

Giampietro Comolli
Newsfood.com
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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Presidente Centro Studi Ricerca Distretti Cibo Vino = CEVES)
Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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