La ricerca dell’Agenzia per la sicurezza alimentare Efsa, secondo la quale il bacillo della salmonella sarebbe presente in quasi un terzo degli allevamenti italiani (28.3%) e in un quarto di
quelli europei (23,7%) non deve essere sottovalutata. Il Codacons dice no agli allarmismi (a quanto pare sono già in calo le vendite di uova) ma si ai controlli.
Se si vuole evitare la psicosi aviaria occorre non sottovalutare il dato dell’Efsa e prendere opportune cautele. Ad esempio il Codacons chiede di proseguire con le misure adottate da Storace
durante il periodo del rischio aviaria. In particolare si chiede l’anticipo delle analisi sui polli alla nascita e non solo a fine ciclo (ossia prima della macellazione) e visite mediche
straordinarie per gli addetti degli allevamenti.
Il Codacons ha deciso, inoltre, di dare alcuni consigli pratici per aumentare l’igiene, conservare meglio gli alimenti, ridurre al minimo il rischio di intossicazioni e scegliere prodotti
più sicuri. Di seguito i consigli:

Uova etichette: ci sono svariati dati. I primi 2 sono quelli che contano. Su ogni uovo deve essere stampato sul guscio un codice che indica, nell’ordine, il sistema di allevamento e la
sigla del paese (It per l’Italia). Il primo, però, è il più importante: 0 se la gallina proviene da allevamento biologico, 1 se allevata all’aperto (terreno con
vegetazione), 2 a terra (ad esempio un capannone in cui sono libere di muoversi) 3 in gabbia (o voliera, in pratica sono quelle in batteria, con per ogni gallina uno spazio ridottissimo).
L’ideale sono il numero 0 o 1. Consigliamo di non scendere, comunque, sotto il numero 2. Negli allevamenti intensivi si abusa spesso degli antibiotici, per contrastare le malattie da
sovraffollamento. Pare che aumenti anche il rischio salmonella.

Uova. Nome e indirizzo del confezionatore devono essere indicati in etichetta. Il confezionatore è il responsabile legale di ciò che arriva in commercio: se non è
indicato, non acquistatele! Meglio se acquistate uova allevate e confezionate in Italia.

Uova in frigorifero. Se riponete le uova in frigorifero, lasciatele nella loro confezione, per evitare il contatto delle uova con altri cibi o con le pareti.

Uova uso. Controllate che il guscio sia pulito, in particolare da tracce di feci. Sciacquatelo. Aprendolo prestate attenzione a non fare entrare in contatto l’albume ed il tuorlo con
la parte esterna del guscio. Gettate subito i gusci in pattumiera, senza appoggiarli sul lavabo. Lavatevi le mani dopo averle maneggiate. Il rischio salmonella c’è sempre.

Cottura. Cuocete bene sia la carne che le uova.

Pollo etichetta. Leggete la complicatissima etichetta, che riporta svariati dati, come il numero di riconoscimento dello stabilimento in cui il pollo è macellato. Quella che
conta è la prima sigla, se è IT vuol dire che il pollo è italiano. Per le carni avicole estere è indicato il paese di provenienza.

Carne conservazione. Collocate subito la carne nel frigorifero o nel freezer, non lasciatela mai a temperatura ambiente. Surgelatela mettendola negli appositi sacchetti.

Frigorifero. Nel frigorifero separate i cibi cotti da quelli crudi; avvolgete gli alimenti in pellicola, carta stagnola o negli appositi contenitori con coperchio. Anche i liquidi
debbono essere in contenitori coperti. I cibi cotti vanno riposti in frigorifero solo dopo che si sono raffreddati ed è meglio che siano collocati nelle griglie superiori. Il frigorifero
andrebbe pulito, e dunque sbrinato, ogni sei mesi.

Lavate le mani. Lavate le mani ogni volta che dovete maneggiare del cibo. Come per le uova, dopo aver toccato carne cruda lavatevi le mani.

Coltelli. Se usate un coltello per tagliare carne cruda, non utilizzatelo per altre funzioni. Lavatelo sempre con il detersivo.

Bollire e non riscaldare. Se in frigorifero avevate dei cibi già cotti, riscaldateli facendoli ribollire per qualche minuto: non basta intiepidirli per uccidere i batteri.

Occhio all’aspetto! Controllate che non ci sia brina all’esterno delle confezioni surgelate, è indice di un cattivo mantenimento. Buttate i cibi le cui confezioni presentano un
rigonfiamento. Prestate attenzione, in particolare, ai prodotti freschi come latte, mascarpone, creme…;

Igiene. Non consentite al negoziante di toccare il cibo con le mani: esistono le apposite palette e/o guanti. Stesso discorso se chiedete un panino al bar o se vi servono una bibita
prendendo il bicchiere dall’alto. Se poi il negoziante serve i clienti ma sta anche alla cassa, chiamate i vigili.

Ambulanti. Non acquistate nessun prodotto deteriorabile da carrettini ambulanti, solitamente privi di celle frigorifere adeguate alla conservazione degli alimenti o delle etichette
prescritte.

Scadenze. Controllate sempre la data di scadenza di tutti gli alimenti.

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