Bruxelles, 7 giugno 2007 – Si tiene oggi a Bruxelles l’Assemblea annuale di ASS.I.CA., Associazione Industriali delle Carni, aderente a Confindustria. L’Assemblea è l’occasione
per presentare i dati che riguardano produzione, commercializzazione, mercati del settore dei salumi, comparto di grande rilievo nell’ambito dell’industria alimentare italiana. Nel 2006 il
settore della salumeria italiana è riuscito, grazie agli sforzi compiuti dalle imprese, a cogliere il miglioramento della congiuntura economica e a mettere a segno una delle migliori
performance dell’industria alimentare. Di seguito sono riportati in sintesi i principali indi-catori del settore.

PRODUZIONE: 1,2%
Con un totale di 1.162 tonnellate prodotte ( 1,2%) e un valore di fatturato all’ingrosso di 7.775 milioni di euro ( 3,2%) la produzione di salumi si è riportata sui livelli di crescita
del 2003. In merito ai singoli salumi, prosciutto crudo e cotto hanno continuato a rappresentare ancora quasi la metà della produzione nazionale (esattamente il 48,1% come nel 2004 e nel
2005).

CONSUMI: IL PROSCIUTTO COTTO IN TESTA ALLE PREFERENZE DEGLI ITALIANI
La struttura dei consumi interni vede sempre il prosciutto cotto al primo posto con una quota pari al 25,1% del totale dei salumi, seguito dal prosciutto crudo (che si è portato al
21,9%).

EXPORT: 7,1%
Nel 2006, il settore leader in Europa per numero di DOP e IGP (28 salumi tutelati) ha confermato la tenden-za all’aumento delle esportazioni di salumi superando i valori percentuali dell’anno
precedente. Nel periodo di riferimento sono stati spediti oltre confine prodotti per ben 101.500 tonnellate ( 7,1%) e un corrispettivo di circa 769 milioni di euro ( 9,1%). Un risultato
superiore a quello dell’industria alimentare nel suo com-plesso ( 7,1% in valore). L’attivo commerciale ha evidenziato un importante miglioramento, passando da 575 a 623 milioni di euro
( 8,4%).

UE: PRINCIPALE MERCATO, QUOTA EXPORT DELL’80%
L’Unione Europea si è confermata ancora una volta il nostro principale destinatario, con una quota di mercato sostanzialmente stabile rispetto al 2005. Francia, Germania, Austria, Regno
Unito e Belgio so-no, infatti, i primi 5 Paesi dell’UE destinatari delle nostre esportazioni.

FRANCIA E GERMANIA SI CONTENDONO IL PRIMO POSTO
All’interno del mercato unico la Francia – nonostante un incremento limitato ( 2,6%) – ha mantenuto il ruolo di primo destinatario delle nostre esportazioni in termini di quantità (circa
23.600 tonnellate per un valore pari a oltre 162,5 milioni di euro). La Germania, l’altro Paese fondamentale per le nostre esportazioni, con oltre 23.175 tonnellate ( 9,9%) e più di 179
milioni di euro ha chiuso il 2006 confermandosi nostro primo mercato di riferimento in termini di fatturato e avvicinandosi notevolmente alla Francia anche in termini di quantità. A
guidare l’ascesa dei nostri prodotti su questo mercato sono stati i prosciutti crudi ( 12,4%) e i salami ( 10,8%).

CRESCITA A DUE CIFRE DELLA DOMANDA DEI NUOVI PAESI DELL’UNIONE EUROPEA
Notizie positive sono arrivate dai nuovi membri della UE, la cui domanda è cresciuta di 14,5 punti percentuali. Gli ordini di questi Paesi, pur rimanendo ancora limitati, hanno
continuato a mostrare buone potenzialità. Fra i nuovi partner Europei degna di nota è stata la domanda di Slovenia ( 22%), Malta ( 17,6%), Ungheria ( 21,5%) e Polonia ( 35,8%).

EXTRA UE: SVIZZERA PRIMO MERCATO, CRESCONO GIAPPONE E FEDERAZIONE RUSSA. TIENE IL MERCATO USA
Oltre i confini comunitari, la Svizzera con circa 4.450 tonnellate si è confermata primo mercato di rife-rimento fra i Paesi terzi. In crescita sostenuta sono risultati anche tutti gli
altri mercati con interessanti po-tenzialità: dal Giappone ( 14%) alla Federazione Russa ( 24,8%). Il dato degli USA. sostanzialmente stabile (-0,2%), conferma il volume di esportazioni
verso questo importante mercato, anche tenuto conto dell’ottimo andamento che è stato registrato nel 2005 ( 14,6%).

CINA, COREA DEL SUD, AUSTRALIA: NUOVE TERRE DI CONQUISTA PER I SALUMI ITALIANI
Negli ultimi 12 mesi questi tre importanti mercati, grazie all’azione del Governo italiano affiancato da ASS.I.CA., hanno aperto le proprie frontiere ai prosciutti crudi italiani. Da novembre
2006, infatti, sono state autorizzate le esportazioni in Corea del Sud dei prosciutti crudi, che si sono aggiunti al pro-sciutto cotto, alla mortadella e al cotechino che erano sbarcati a Seoul
già alla fine del 2005, mentre dai primi mesi del 2007, sono state avviate le esportazioni di prosciutti crudi in Australia.
Infine, è di queste ultime settimane la notizia della definitiva autorizzazione concessa ai primi 36 im-pianti italiani per l’export in Cina dei Prosciutti crudi. Un risultato ottenuto
dopo 4 anni di intense trat-tative, che hanno visto l’associazione attivarsi, insieme al Governo e alle autorità competenti, coordinando le iniziative e le missioni istituzionali. Un
altro passo verso il completo superamento delle barriere sanitarie, burocratiche e commerciali che ancora limitano l’esportazione dei salumi italiani nel mondo.

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