Sono a rischio di contaminazione i piatti base della dieta mediterranea come vino, olio e pomodoro che hanno garantito il successo del Made in Italy sulle tavole di tutto il mondo, con gravi
perdite per l’economia nazionale stimabili per il solo export in 5,4 miliardi di Euro.

E’ quanto ha affermato la Coldiretti , alla presentazione della Giornata nazionale Mangiasano promossa per il 26 maggio dall’associazione ambientalista Verdi Ambiente e Società (VAS),
nel chiedere l’immediata sospensione di tutte le procedure per l’avvio della sperimentazione all’aperto prevista dai protocolli tecnici per il rilascio nell’ambiente di Ogm, inviati dal
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali al Ministero dell’Ambiente, il giorno 8 maggio 2007 e che riguardano interventi di ingegneria genetica sui ulivi, vite, pomodoro,
melanzana, fragola, ciliegio, agrumi, kiwi e il mais.

La presenza di contaminazioni da Ogm in vino, olio e conserva di pomodoro – sostiene la Coldiretti – danneggerebbe l’immagine complessiva del Made in Italy alimentare e causerebbe danni
economici irrimediabili con oltre la metà degli stranieri (55 per cento) che eviterebbe gli alimenti interessati e con addirittura il 15 per cento che rifiuterebbe tutti i cibi nazionali
causando un danno stimato pari a 5,4 miliardi di euro per il solo calo delle esportazioni, secondo una stima della Coldiretti elaborata sulla base dei risultati della ricerca Inran sull’impatto
degli Ogm sui consumatori esteri di alimenti Made in Italy. La maggior parte degli stranieri (60 per cento) – rileva la Coldiretti – ritiene che l’introduzione di Ogm nell’agroalimentare
italiano determinerebbe un peggioramento della sicurezza d’uso dei prodotti alimentari italiani con un chiaro impatto sulla percezione della qualità e sull’immagine del prodotto
alimentare italiano. E le preoccupazioni relative ai consumi – prosegue la Coldiretti – riguardano anche i cittadini italiani che nel grande maggioranza dei casi (62 per cento) mostrano un
atteggiamento sfavorevole verso l’utilizzo dell’ingegneria genetica nel settore agro-alimentare.

“ Nell’Italia dei vini di qualità non c’è spazio per il biotech né nei vigneti, né in cantina, né sulle tavole dei cittadini e vigileremo
affinché tra le pieghe dei provvedimenti e nella volontà delle amministrazioni non si nasconda questa preoccupante novità di cui le imprese e i consumatori non avvertono
certo il bisogno” ha affermato il responsabile ambiente della Coldiretti Stefano Masini nel sottolineare che le “richieste di sperimentazione riguardano prodotti alimentari per i
quali l’Italia detiene già la leadership a livello mondiale con valori positivi di crescita sul mercati internazionali”.

Nel 2006 – conclude la Coldiretti – la crescita record in valore delle esportazioni del 6,5 per cento nel vino del 10 per cento nell’olio di oliva e del 3,6 per cento pomodori conservati
è stata ottenuta grazie alle garanzie di qualità e di legame con il territorio che gli organismi geneticamente modificati (Ogm) rischiano di compromettere.

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