Arriva l’asineria utile per combattere l’ipertensione, ma anche nelle terapie contro le disabilità, dall’autismo alle patologie psico-motorie. Ne dà notizia la Coldiretti nel
sottolineare che la novità nasce in un’azienda agricola di una decina di ettari a Maracalagonis, in provincia di Cagliari e punta sull’inclusione sociale di soggetti disabili a diverso
titolo, attraverso il contatto con gli asinelli sardi. La prima “Asineria Sociale della Sardegna”, con venti asinelli di razza sarda docili, sereni e addestrati è una
iniziativa molto seria che può contribuire a restituire il sorriso a chi è in difficoltà attraverso l’onoterapia: una disciplina che – sottolinea la Coldiretti – permette
la rieducazione motoria e affettiva e che utilizza come stimolo la relazione con gli animali grazie alla mediazione di un operatore specializzato. Il miglioramento delle relazioni umane e il
benessere della persona – prosegue la Coldiretti – sono gli obiettivi di questa terapia avvalorati da numerosi studi che hanno dimostrato come la pet therapy basata sul contatto con gli asini
provochi il consolidamento dell’autostima e della socialità e l’aumento della motivazione. Un progetto importante, promosso dalla Coldiretti, che vede l’azienda agricola al centro di una
importante iniziativa di inclusione sociale e che nasce nella tenuta Is Alinos, dell’imprenditore Nanni Pinna. A curare il progetto e a sostenere l’attività dell’impresa agricola
è la cooperativa sociale l’Alchimia della quale fanno parte medici ed esperti nella cura delle patologie psicomotorie da tempo impegnati nella sperimentazione nelle scuole e con alcuni
ragazzi autistici. Stare vicino, camminare al fianco degli asinelli sardi, accarezzarli, sono gli elementi principali della fase terapeutica. Con l’asino è possibile avviare un percorso
educazionale, emotivo ed affettivo, senza l’aiuto di farmaci o psico farmaci, spiegano gli esperti del consorzio Alleva Asini promosso dalla Coldiretti. La pet therapy, oltre la rilevanza
terapeutica, offre l’opportunità di un rilancio dell’asino di razza sarda, che dopo un periodo buio, con rischi per la stessa sopravvivenza della razza, oggi vede nuove condizioni
favorevoli all’allevamento. I l boom per l’allevamento di asini riguarda tutta Italia ed è dovuto anche – sottolinea la Coldiretti – all a riscoperta delle proprietà del latte
d’asina in medicina a causa dell’aumento delle allergie nei bambini e in cosmetica per rispendere alle esigenze femminili. La domanda crescente del mercato e le caratteristiche proprie del
simpatico animale hanno stimolato l’interesse di un numero crescente di aziende, presenti sopratutto nelle aree interne del Paese, che hanno riscoperto questa forma di allevamento importante
per l’ambiente e la biodiversità. Le razze asinine, oltre all’onoterapia, sono state di recente reinserite in programmi di nuove utilizzazioni di interesse sociale ed economico, come
l’onoturismo (escursioni a dorso d’asino) e l’onodidattica (lo studio dei comportamenti del “somaro”). In Italia – precisa la Coldiretti – sono oggi allevati poco meno di cinquemila
asini in circa 200 allevamenti con in media circa 15-20 animali in lattazione a rotazione, anche se non mancano 3 o 4 strutture che ne allevano ciascuna un centinaio. La maggiore concentrazione
delle aziende che allevano asini – prosegue la Coldiretti – si trova in Sicilia (70-80 aziende) e in Abruzzo (10-20 aziende) mentre le razze italiane particolarmente idonee alla produzione di
latte sono l’Amiatina (Toscana con circa mille animali), Martina Franca (Puglia con poco più di trecento animali) e Ragusana (Sicilia con più di millecinquecento animali).
L’ultimo studio della FAO riconosceva che in Italia – sottolinea la Coldiretti – esistono otto varietà delle quali cinque (Asinara, Martina Franca Pantelleria, Romagnola e Grigio
siciliano) sono con grado di rischio critico e tre (Amiatina, Ragusana e Sarda) in pericolo. Si stima – conclude la Coldiretti – che a livello nazionale la produzione di latte raggiunga circa i
duemila litri al giorno per un quantitativo di 700mila litri l’anno per effetto di una resa media giornaliera di 3- 4 litri per animale.

LE NUOVE PROFESSIONI DEGLI ASINI IN CAMPAGNA

Oltre a produrre latte a fini alimentari, curativi o cosmetici, in campagna gli asini – sottolinea la Coldiretti – sono impegnati in aziende agricole e agriturismi in nuove attività
dall’onoturismo all’onodidattica fino all’onoterapia:

Onoturismo : a dorso d’asino a contatto diretto con la natura per riscoprire il territorio, garantendo il rispetto dell’ambiente. Turismo e trekking alla portata di tutti, dai bambini
alle famiglie. L’asino sia come cavalcatura sia per trasportare tutti il necessario per le escursioni.

Onodidattica : fuori da ogni stereotipo, il “somaro” è intelligente, volenteroso e disponibile. Un animale da studiare per fare rivivere antichi usi e costumi della
cultura delle campagne italiane.

Onoterapia : l’asino in aiuto di ragazzi, adulti e anziani in difficoltà psicologiche o disagio sociale. Una nuova branca della “pet therapy” per facilitare la
comunicazione e la mediazione della relazione affettiva.

LE CARATTERISTICHE DEGLI ASINI

• Vita media : vive 40 anni, può raggiungere i 45 anni.

• Durata della gravidanza: 12 mesi e 21 giorni.

• Alimentazione: frugale, mangia di tutto anche cardi e rovi, ciò lo rende particolarmente idoneo alla pulizia dei sottoboschi. E’ esigente per l’acqua che vuole sempre fresca e
limpida.

• Abitudini: vive in branco (è una animale socievole) con uno stallone sino a 25-30 femmine. Il branco è controllato da uno stallone e in sua vece dalla femmina più
anziana.

• Le fattrici: sono – precisa la Coldiretti – molto protettive e affettuose con i cuccioli. Partoriscono sempre la mattina prestissimo, il cucciolo dopo un quarto d’ora dalla nascita
è in piedi, dopo un’ora è in grado di correre (questo perché è una specie predata e sua unica difesa è la fuga).

• Indole: docili, disponibili, affettuosi. Riconoscono il padrone e gli corrono incontro festosamente. Animali empatici, cercano il contatto con l’uomo e vogliono le carezze.

LE RAZZE DI ASINI A RISCHIO DI ESTINZIONE

A seguito della costituzione del consorzio si registra una ripresa delle consistenze di asini di razze autoctone. La FAO riconosce che in Italia – sottolinea la Coldiretti – esistono otto
varietà delle quali cinque (Asinara, Martina Franca Pantelleria, Romagnola e Grigio siciliano) sono con grado di rischio critico e tre (Amiatina, Ragusana e Sarda) in pericolo.
Nell’ambito dello studio SALE sono state rilevate in Italia 6 varietà o popolazioni estinte (Cariovilli, Castel Morone, Emiliano, Grigio Viterbese, Irpina e Sant’Alberto, ma il numero
delle razze estinte risulta nettamente superiore.

NOME AREA DI ALLEVAMENTO NUMERO CAPI

Asino dell’Amiata Grosseto, Genova, Viterbo 960

Asino di Martina Franca Puglia, Brescia, Reggio Emilia 311

Asino Ragusano Sicilia 1.565

Asino Sardo Cagliari, Oristano, Nuoro, Sassari 617

Asino dell’Asinara Sassari (una decina di capi)

Asino Romagnolo (una decina di capi)

Asino Dantesco (una decina di capi)

Altri non registrati 1517

TOTALE 5000

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati AIA