“E’ grave il via libera alle contaminazioni da organismi geneticamente modificati (OGM) nei prodotti biologici che sconta un atteggiamento ambiguo del Ministro delle Politiche Agricole Paolo De
Castro che recentemente ha proposto i protocolli per la sperimentazioni biotech in pieno campo di prodotti simbolo del Made in Italy, come vino, olio, pomodoro e agrumi”.

E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare le decisioni del Consiglio dei Ministri agricoli sulla produzione biologica che colpiscono direttamente la
leadership italiana nel settore a livello europeo. Se non si è coerenti con le azioni a livello nazionale non si riesce – ha sottolineato Marini – a costruire credibili alleanze a
livello europeo, dove come è noto non basta “votare contro”.

La decisione del Consiglio dei Ministri agricoli europei con la fissazione di una soglia di contaminazione dello 0,9 per cento ha respinto – ha precisato la Coldiretti – la proposta di
azzeramento del Parlamento Europeo. Si tratta di un duro colpo per un settore che rischia, secondo una stima della Coldiretti, un crollo del 60 per cento nei consumi per una crisi di fiducia
nei confronti di alimenti scelti e pagati con un differenziale di prezzo proprio perché garantiscono sicurezza e naturalità nel metodo di produzione. Nel 2007 – riferisce la
Coldiretti – sono aumentati del 10 per cento i consumi familiari di alimenti biologici con valori record per i prodotti per l’infanzia ( 51 per cento) e per riso e pasta ( 26 per cento), sulla
base dei dati del panel Ismea – Ac Nielsen sui consumi domestici di prodotti biologici confezionati relativi al primo trimestre, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I maggiori
consumatori di prodotti biologici – precisa la Coldiretti – risiedono al Nord con il 73 per cento del totale degli acquisti mentre il 19 per cento nel centro ed in Sardegna ed appena l’8 per
cento al sud ed in Sicilia. Il settore dei prodotti biologici in Italia realizza un fatturato complessivo stimato pari a 1 ,5 miliardi di Euro. L’Italia, quarto produttore mondiale e primo
nella UE, con un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell’Unione, ha la responsabilità – continua la Coldiretti – di svolgere un ruolo di avanguardia
a livello comunitario per difendere il settore dai rischi concreti di perdita di credibilità e mercati.

Peraltro, ha la leadership nel Vecchio Continente e aumenta del 12 per cento i terreni coltivati che superano il milione di ettari ( 1.067.101,66 ettari ) e del 22 per cento il numero di
imprese agricole coinvolte (49.859). I principali orientamenti produttivi – sottolinea Coldiretti – interessano foraggi, prati e pascoli, e cereali, che nel loro insieme rappresentano oltre il
70 per cento circa della superficie ad agricoltura biologica mentre seguono, nell’ ordine, le coltivazioni arboree (olivo, vite, agrumi, frutta) e le colture industriali. Per le produzioni
animali – precisa la Coldiretti – risultano allevati con metodo biologico 222.516 bovini da latte e carne, 825.274 ovi-caprini, 977.537 polli, 31.338 suini, 1.293, conigli e 72.241 alveari di
api. Secondo l’ Eurostat – conclude la Coldiretti – la superficie dedicata all’agricoltura biologica in Europa, nel 2005, rappresenta il 3,9%, pari 6,1 milioni di ettari, del totale della
superficie agricola utilizzata dell’UE a 25. La maggior parte questa si trova in Italia (1,1 milione di ettari, ovvero il 17% del totale del UE25), seguita dalla Germania e dalla Spagna (0,8
milione di ettari ciascuno, ovvero 13% del totale dell’UE a 25).

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