Originaria dell’Europa meridionale, la salvia appartiene alla famiglia delle Labiate che ne
comprende 750 specie. Le sue proprietà curative hanno radici nel passato e sono rintracciabili anche nel suo nome che, dal latino, significa “salute”, “sano”.
La salvia è un arbusto sempreverde, alto sino a 70 cm, che cresce spontaneamente, o coltivata, nelle zone litoranee e sino a 800 metri di altitudine.
Tra le sue proprietà medicamentose sono conosciute quelle antisettiche, diuretiche, antispasmodiche, toniche. È utilizzata anche come stimolante della digestione, disinfettante
della bocca, coadiuvante nelle affezioni respiratorie e nei disturbi della menopausa.
Pianta aromatica, la salvia officinalis occupa un posto rilevante anche in campo gastronomico.

In cucina
La salvia è utilizzata in cucina per aromatizzare selvaggina, polli, tacchini, carni grasse, e inoltre frittate, burro, cipolle, pane, focacce; essenziale nei mazzetti aromatici che
completano verdure sott’olio, sott’aceto e carni in carpione. Le foglie della salvia sono protagoniste, e ottime, se fritte in pastella.

Consigli della nonna e curiosità
Un detto popolare dice che nelle case dove la salvia cresce rigogliosa, è la moglie a dominare, mentre, se la salvia in giardino muore è segno che gli affari andranno male!
Le levatrici, nel Medioevo, la somministravano alle donne in gravidanza per stimolarne le contrazioni durante il parto.

a cura di Rosa Velliscig e Lorenzo Totò