SANA, primi giorni: agricoltura del futuro, consumatori del presente

SANA, primi giorni: agricoltura del futuro, consumatori del presente

Per crescere, un mix di natura e tecnologia, per valorizzare il Made in Italy. Intanto, crescono le vendite del bio

SANA, già tempo di bilanci. Venerdì 7 settembre, la fiera di Bologna ha aperto, le porte per un primo giorno di dibattiti, idee, riflessioni.

L’onore di aprire la manifestazione è andato a “30 ANNI DI BIO: 30 ANNI DI SANA. 30 anni di successi per l’agricoltura del futuro”. Tra le autorità intervenute, in primis Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere, per il discorso d’introduzione. A seguire, applausi anche per Alessandra Pesce. Il Sottosegretario delle Politiche Agricole Alimentari ha elogiato SANA, ricordando come questa “Si rinnova e cresce ogni anno. È la rappresentazione dell’Italia che ci piace, una bella pagina di sostenibilità”.

Nelle prime discussioni, centrale è stata l’analisi del mondo agricolo. In particolare, è emerso il ruolo delle coltivazioni biologiche, la loro importanza sia come opportunità di business che di ricerca.

Secondo gli esperti intervenuti, l’agricoltura del futuro è un mix di natura è tecnologia, l’impiego del sapere più moderno per valorizzare la biodiversità e la specificità alimentare Made in Italy.

Tra gli altri incontri importanti, “Il ruolo del microbioma nella genesi delle malattie – nuovi spunti nutrizionali e terapeutici” a cura della Fondazione Istituto di Scienze della Salute; “Il futuro del cibo: il bio c’è” e “Il suolo in agricoltura biologica: biodiversità, fertilità, carbon sink” promossi da CCPB e “Quali mezzi tecnici per l’agricoltura biologica, le regole per un corretto utilizzo” di FederBio.

I momenti di apertura di SANA sono stati anche occasioni per analizzare il profilo del consumatore-tipo. A renderlo possibile, una ricerca Nomisma, con la collaborazione di FederBio e AssoBio, che ha preso in esame 200 punti vendita per la sezione dedicata al canale retail e di 800 famiglie.

I dati parlano così di un biologico sempre più diffuso, presente nel carrello di 8 consumatori su 10 almeno un volta l’anno, e di questi il 42% di loro è “frequent user”, ovvero sceglie di comprare biologico ogni settimana. Ed è una scelta consapevole ed informata: 1 italiano su 2 compra bio perché lo ritiene “Quello che voglio”, sopratutto perché considerato sicuro (47%) e rispettoso dell’ambiente (26%).

Tra le categorie più acquistate spiccano frutta e verdura (scelte dal 61% dei consumatori), seguite da latte e derivati (57%) e uova (53%). E se il 44% degli user bio acquista i prodotti in GDO, il 19% continua a prediligere il canale specializzato, soprattutto guidato dall’offerta disponibile (24%) e da una maggiore fiducia nei prodotti venduti (19%).

Infine, come prevedibile l’analisi dei consumi è positiva: le vendite del biologico sono in crescita, come confermato dai dati aggregati sulle vendite, salite a quota 5.612 milioni di euro (+8% rispetto al 2016), 3.552 milioni dei quali riconducibili al solo mercato domestico (+8%, var % 2017 vs 2016).

Matteo Clerici

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