Roma, 1 Ottobre 2007 – «Si conferma la «tregua fiscale», che comunque mantiene la pressione fiscale su livelli troppo elevati e non reagisce all’indebolimento della
crescita economica del Paese»: questo il commento del Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, alla manovra finanziaria approvata dal Consiglio dei Ministri.

«Il nodo del controllo, della riqualificazione e della riduzione della spesa pubblica – prosegue Sangalli – viene affrontato con «armi spuntate» e sono limitati, infatti, i
reali risparmi di spesa, mentre nuove spese sono finanziate soprattutto grazie al favorevole andamento delle entrate».

«Sul versante delle imprese, c’è la «sforbiciata» all’IRAP. Per il resto, le operazioni che riguardano l’IRES e il forfait per i contribuenti «minimi» sono
buone operazioni di semplificazione fiscale, ma non certo di riduzione della pressione fiscale. Qualcosa torna alle famiglie e a chi è più in difficoltà, ma senza scegliere
la via maestra di una riduzione strutturale delle aliquote IRPEF».

«Invece, occorrerebbe non accettare come un vincolo politico la rigidità di una spesa pubblica troppo spesso improduttiva e procedere con decisione alla sua riqualificazione e
riduzione, liberando così risorse per gli investimenti e per il rafforzamento del capitale sociale del Paese e avviando – contestualmente al recupero di evasione ed elusione – un
incisivo processo di riduzione della pressione fiscale». «Insomma – conclude il Presidente di Confcommercio – sarà pure una finanziaria «leggera», ma è
altrettanto vero che la terapia che mette in campo per il Paese è debolissima».