Torino – Quali saranno le novità, più volte annunciate, ma mai chiarite fino in fondo, che la Regione intende introdurre per migliorare il sistema
dell’emergenza-urgenza sanitaria? La domanda è stata posta dal consigliere regionale di Forza Italia, Ugo Cavallera, con un’interrogazione a palazzo Lascaris.

«Il piano sanitario regionale riconosce fra i suoi obiettivi l’integrazione e il fare «rete» fra servizi territoriali e ospedalieri – afferma Cavallera – ma la prima, grave
integrazione mancante è quella fra i rappresentanti del personale medico e i dirigenti regionali, che prendono decisioni senza interpellare i soggetti su cui si ripercuoteranno gli
effetti della riorganizzazione dell’emergenza-urgenza sanitaria».

Il consigliere azzurro ricorda infatti che è già in corso una querelle con i medici di medicina generale per un presunto comportamento antisindacale tenuto dalla Regione in merito
alle decisioni sul 118. Mediante un semplice atto della Giunta è stato infatti previsto, in alcuni capoluoghi di Provincia, il trasferimento dalle Asl alle Aso delle convenzioni dei
medici operanti sul territorio, con conseguenze tra l’altro incompatibili con l’attuale quadro contrattuale nazionale di categoria dei medici di medicina generale. Ora si aggiungono le proteste
di un sindacato medico ospedaliero, dato che la Regione sta mettendo a punto il documento sulla riorganizzazione dei Dea senza confrontarsi con i rappresentanti del personale medico interessato
ai cambiamenti.

«Mi chiedo se il tanto sbandierato metodo della concertazione – continua Cavallera – che il centro-sinistra ha sempre reputato fra i suoi meriti, sia stato abbandonato, oppure se si
ritiene che nella definizione della riforma dell’emergenza-urgenza sanitaria verranno cambiate le linee di comportamento, specie per ciò che riguarda l’atteggiamento assunto dalla
direzione generale dell’Assessorato Sanità».