Sassicaia, il vino più buono del mondo

Sassicaia, il vino più buono del mondo

Il Sassicaia è un mito dell’enologia italiana e non solo. Questo vino rosso toscano, infatti, deve la sua gloria al marchese Mario Incisa della Rocchetta, che alla fine degli anni ’20 decise di piantare di piantare delle barbatelle di Cabernet Franc nella Tenuta di San Guido di proprietà della moglie. Lo fece in una zona secca, piena di sassi, che non a caso era chiamata “sassicaia”.

Storia del Sassicaia

Il marchese Mario Incisa della Rocchetta, di origine piemontese, si trasferì in Toscana nella zona di Bolgheri, dove nel 1930 sposò Clarice della Gherardesca. Il marchese aveva due grandi passioni: il vino e i cavalli e in entrambe ebbe successo!

Il marchese studiò agraria a Pisa ed era un grande amante del Cabernet e durante gli anni della formazione ebbe modo di approfondire la conoscenza del vitigno. L’idea di piantare un nuovo vitigno gli venne quando colse delle somiglianze tra i terreni ghiaiosi della regione di Bordeaux (patria dei grandi vini francesi, tra cui il Cabernet) e le sassicaie della zona di Bolgheri. Dai locali fu considerato un eccentrico, ma la storia insegna che i visionari spesso hanno la capacità di cambiare il mondo…

All’epoca il vino della Maremma (a base di Sangiovese e Trebbiano, prodotto con la doppia fermentazione tipica della tradizione) era di bassa qualità. Il marchese invece decise di sperimentare una tecnica innovativa: fermentazione in caratelli di rovere e lungo affinamento in legno. Quando il marchese fece assaggiare il vino ai maremmani si scontrò con il loro palato poco avvezzo ai vini corposi e strutturati… i commenti furono negativi e il marchese rimase talmente offeso che decise di continuare a produrre il vino solo per sé.

Fortunatamente il figlio Nicolò, a sua insaputa, ebbe l’idea di far assaggiare il vino al cugino Gherardo della Gherardesca, che lo trovò eccezionale. La fama di questo vino crebbe a tal punto (grazie anche allo zampino dell’enologo Giacomo Tachis che lo perfezionò) da conquistare nel 1978, durante una degustazione alla cieca dei più importanti Cabernet al mondo, organizzata dalla rivista “Decanter”, il titolo di migliore in assoluto.

Il Vitigno

Oggi il Sassicaia rappresenta una DOC a sé. Dal 2013, infatti, la denominazione “Bolgheri Sassicaia” può essere utilizzata solo dalla Tenuta San Guido del Comune di Castagneto Carducci. Oltre a delimitare l’area di produzione all’interno dei confini della Tenuta, il disciplinare prevede anche che il vino sia prodotto con almeno l’80% di Cabernet Sauvignon. I terreni delle sassicaie, ricchi di minerali e metalli, sono perfetti per i vini rossi strutturati e pregiati. I boschi, inoltre, che proteggono dai venti e garantiscono un’escursione termica tra giorno e notte ottimale, rappresentano un microclima unico.

L’uvaggio

Oltre al Cabernet Franc e al Cabernet Sauvignon, l’uvaggio del Sassicaia Bolgheri comprende il Merlot.

Caratteristiche del Sassicaia

Il Sassicaia Bolgheri si presenta di un bel rosso rubino intenso, tendente al granato con l’affinamento. Il profumo è maestoso e al palato si presenta asciutto, robusto e con una struttura elegante. Di solito viene consigliato per accompagnare la cacciagione e i formaggi dal sapore deciso.

Le migliori annate del Sassicaia

Il Sassicaia, apprezzato in tutto il mondo, ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti.  Le migliori annate in assoluto sono il 2015 e il 2016. Quando era sul mercato l’annata 2015, infatti, il Sassicaia è stato definito da Wine Spectator come il “miglior vino al mondo”, mentre l’annata 2016 è stata valutata 100/100, il massimo punteggio, da Robert Parker, il famoso critico americano. Altre annate considerate memorabili sono: 1978, 1985, 1988, 1990, 1995, 1997 e 2004.

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