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Sauvignon Trentino Doc 2016
La-Vis e Valle di Cembra

Siamo nel 1850, tempo di grande rivoluzione nel mondo del vino. Nascono grandi realtà vitivinicole e vinicole in Italia e in tutta Europa….alla vigilia della catastrofe “fillossera” che coinvolgerà il mondo viticolo europeo dal 1884 al 1900, in Italia all’inizio del XX° secolo. La famiglia Cembran decide di creare una cantina. Gli eventi enologici, viticoli, sociali e belligeranti contribuiscono enormemente a un congelamento di progetti fino al 1948, quando poco più di una decina di viticoltori decidono di stare insieme, di acquisire altre proprietà, di cercare altri viticoltori, di intraprendere una azione di concentrazione delle lavorazioni enologiche e di fusione con la cooperativa di Salorno nel 1969.

Un altro esempio trentino di lungimiranza: rispetto della singola e piccola proprietà individuale, delle prerogative della proprietà privata, ma nello stesso tempo concentrazione, condivisione, aggregazione per abbassare le spese e costi di gestione. Fino alla fusione del 2003 con la cantina Valle di Cembra cantina di montagna. Altra acquisizione diretta la casa spumantistica Cesarini Sforza un grande marchio storico.

La Vis porta nel nome il Genius Loci vinicolo, la cittadina e il fiume Avisio che scorre, con “forza” nella valle dei comuni di Lavis, Giovo, Meano, sinonimi di vino, cooperazione, territorio. mentre le tipologie di vino sono più diversificate, autoctone e alloctone come si dice, oramai in un mix e assemblaggio che sono una forza vitale del territorio Trentino Doc, ma anche del Trento Doc, e dei vitigni collegati all’Igt Vigneti delle Dolomiti. Un mix che rende il Trentino un luogo del vino, indipendentemente dal suffisso in comune.

Il Trentino Doc è soprattutto sinonimo di Chardonnay e di Muller Thurgau, un binomio, un privilegio viticolo spesso dimenticato, annacquato, invischiato in altri parterre di comunicazione, di degustazione. Sicuramente la Nosiola, il Vino santo, il Pinot Grigio… ma la identità territorio-vino è una cosa difficile da insegnare, da capire, da individuare per cui la astringenza del campo è l’unico mezzo valido di comunicazione, di impronta, di messaggio, di vittoria. Il resto poi c’è, esiste, si vede.

Idem per le uve rosse. Tante, tutte ottime, ma difficile da scegliere fra Schiava, Pinot Nero, Merlot, Teroldego e Lagrein. La-Vis ha i vigneti spasi fra Sorni e Isera, fra Lavis e Cembra. La degustazione in Camera di Commercio ci ha fatto conoscere tante etichette, fra cui il Sauvignon Trentino Doc vendemmia 2016, etichetta base, nessuna vigna particolare, particolarmente lineare, fresco, beverino, facile, gustoso, soddisfacente…anzi eccezionale se si pone l’accento su il vero parametro oggi del consumatore: valore/identità.

Un Sauvignon di collina, in zona Giovo, sui 300 mslm, verso est-sud, di terreno profondo e fertile, allevamento con la tradizionale e ideale pergola trentina semplice spezzata.

Il Lavis Sauvignon 2016 ha un bel colore paglierino vivo con lampi striati dorati; profumi puliti di fiori e di foglie verdi, fra Sambuco e Ortica. In bocca ha un corpo sensibile ma delicato, c’è ma beverino, piacevole da bere, un buon equilibrio acidità-struttura, con note intense e morbide di pesca gialla matura, sapido e minerale, con un finale di noce moscata fresca.

Cantina di La Vis e Valle di Cembra sca,
via Carmine, 7
38015 Lavis (Trento)
www.la-vis.com

 

 

Giampietro Comolli
Newsfood.com

 

Giampietro Comolli
Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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