Un alunno di un istituto professionale al quinto anno non dovrà spendere più di 120-140 euro l’anno per i libri scolastici, mentre per chi frequenta la terza classe del liceo
classico il tetto di spesa è fissato in 370 euro. Questi sono alcuni dei limiti fissati dal decreto del Ministero della Pubblica Istruzione che per la prima volta ha posto un massimo al
“caro scuola”, stabilendo i prezzi che l’editoria scolastica non può superare a seconda della tipologia di istituto e della classe frequentata.
Come ha spiegato il Ministro Fioroni, infatti, l’intervento si è reso necessario per tutelare “il diritto di ricevere un’istruzione che non può diventare un lusso per pochi” e
consentirà alle famiglie di circa 2 milioni e 600 mila studenti delle scuole statali superiori di far fronte all’istruzione dei figli.

Ministero della Pubblica Istruzione, decreto n. 28 del 22 febbraio 2008