SCHIAVI DI STATO LA RISPOSTA DI INGIUSTIZIA DEL GOVERNO AGLI OPERATORI DELLA GIUSTIZIA

SCHIAVI DI STATO LA RISPOSTA DI INGIUSTIZIA DEL GOVERNO AGLI OPERATORI DELLA GIUSTIZIA

Roma 06 maggio  2017
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare il decreto attuativo di completamento della legge delega 57/2016 sulla riforma della magistratura onoraria,  disattendendo platealmente le raccomandazioni  della Presidente della Commissione Parlamentare dell’U.E., Dr.ssa Cecilia Wilkstrom, rivolte al Ministro della giustizia On. Andrea Orlando, nell’ottica di risolvere la questione, definita “allarmante” e “critica”, della “disparità di trattamento sul piano giuridico, economico e sociale fra Magistrati togati e onorari”.
Il decreto uscito dal CdM , infatti, non distingue tra i magistrati onorari di nuova nomina e quelli attualmente in servizio, prevedendo  per questi  un cospicuo aumento di competenze e di responsabilità  parallelamente ad una retribuzione svilente ed incapace di garantire l’autonomia e l’indipendenza della funzione, contro un impegno e compiti parificabili a quelli della magistratura togata.

Si ricorda che il 90% delle attività giurisdizionali poggiano sul lavoro della magistratura onoraria e che è l’unica che ha garantito negli ultimi tempi un miglioramento nella risposta di efficienza  della giustizia, come chiesto dall’Europa.
Questa riforma, anziché rafforzare questo unico elemento positivo, ne segna la sua definitiva morte, prevedendone un limitato utilizzo e, quand’anche a tempo pieno, come per magistrati attualmente in servizio, stabilendo una retribuzione svilente (€. 16.100 lordi), che non tutela e non garantisce l’autonomia e l’indipendenza delle funzioni ed una previdenza totalmente a carico del lavoratore, andando a disegnare una figura  chimera a cavallo tra il pubblico impiegato (senza tutele e garanzie ma con tutti i doveri ed i limiti) e il lavoratore autonomo.
Tutto questo determinerà il collasso del sistema, collegato ad una politica del lavoro avulsa da qualsiasi principio basilare di diritto e che potrebbe preludere in modo strisciante alla politica futura sul lavoro.
Oltre a ciò, la Relazione al decreto prevede l’ulteriore ampliamento della degiurisdizionalizzazione e depenalizzazione, a detrimento del servizio giustizia per tutti i cittadini: in sintesi, pur di non riconoscere i giusti diritti ai magistrati precari, si pregiudica l’esercizio dei cittadini a questo primario compito dello Stato.
Il Governo, insomma, chiede a persone a cui ha imposto carichi di lavoro enormi e che hanno dovuto abbandonare il proprio precedente lavoro pur di assolvere in modo efficiente il servizio, di impegnarsi di punto in bianco part-time, con una retribuzione assolutamente non dignitosa, e con le logiche ricadute negative sugli utenti degli Uffici giudiziar, pregiudicando  definitivamente l’unico strumento acclarato di efficienza della Giustzia, con buona pace dei diritti dei cittadini  che lo Stato sarebbe obbligato a tutelare (art. 24 Cost.).
Per tutti questi motivi, le scriventi associazioni si appellano a  tutte le forze politiche che abbiano  ancora  senso dello Stato, per bloccare o modificare radicalmente questa riforma .
Il perseguire della maggioranza in questa visione del lavoro e della funzione giurisdizionale, consegnerà alla Storia, in persona del Ministro Orlando, la responsabilità del disfacimento della Giustizia,  uno dei  servizi essenziali per i cittadini, e delle politiche sul lavoro e sui diritti minimi dei lavoratori, e ciò in senso contrario  a tutte le più basilari idee progressiste.
Le scriventi associazioni dichiarano, quindi, la loro più ferma contrarietà a questa riforma e indicano nella Legge 217/74, già individuata dal Consiglio di Stato con il suo parere sul tema, l’unica strada percorribile per garantire la continuità dell’incarico dei magistrati onorati in servizio.
La soluzione prospettata dal Consiglio di Stato appare evidentemente l’unica efficacemente percorribile per dare attuazione nel nostro ordinamento ai principi di tutela del lavoro e dell’autonomia della magistratura enunciati nel diritto dell’Unione Europea, in coerenza con i principi costituzionali del nostro ordinamento e con i suoi controlimiti, attentamente vagliati nel citato parere del Massimo Organo della giustizia amministrativa.

Le associazioni di categoria comunicano che verrà intrapresa ogni iniziativa per contrastare la previsione della legge delega 57/2016, a tutela delle funzioni della magistratura onoraria e a salvaguardia dello Stato di diritto.

Per firmare questa petizione online: «SCHIAVI DI STATO LA RISPOSTA DI INGIUSTIZIA DEL GOVERNO AGLI OPERATORI DELLA GIUSTIZIA- »  Clicca qui

Personalmente sono d’accordo con questa petizione, l’ho firmata e ho fatto il mio dovere di portare a conoscenza al maggior numero di persone, che saranno consapevoli valutare la loro rilevanza e attualità.

Grazie sottoscrivendo la petizione e aiuto nel diffondere ai vostri contatti.

Cav. Franco Antonio Pinardi
Segretario Generale della Confederazione Giudici di Pace C.G.d.P.

 

Redazione Newsfood.com

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