Scienza, gusto e risultati: la carica della dieta scandinava

Scienza, gusto e risultati: la carica della dieta scandinava

I vichinghi invadono l’Europa. Diversamente dai loro antenati dell’Anno Mille, non combattono con asce e spade ma con salmone, aneto ed erba cipollina.

La dieta scandinava è infatti sempre più apprezzata, con esperti e semplici consumatori sempre più decisi a mettere in tavola pietanze ed alimenti del Nord Europa.

I motivi del fenomeno sono vari.

Alcuni, soprattutto se residenti in Francia, citano il successo di “Regime Nordique”, di Anne Dofuor e Carole Garnier, vero e proprio araldo su carta dello stile alimentare in questione.

Altri preferiscono andare sullo scientifico, citando dati di ricerche ed indagini. Ad esempio, l’elevata aspettativa di vita degli islandesi: 79,4 anni per gli uomini e 82,9 per le donne.

Oppure, una ricerca dell’Università di Lund (sezione centro antidiabete), che testimonia i vantaggi dell’alimentazione nordica. In base al test, bastano quattro settimane per ridurre
colesterolo LDL (quello “cattivo”), lipidi nel sangue e pressione sanguigna.

Invece, i buongustai si appoggiano agli allori conquistati dal Noma, Ristorante di Copenhagen incoronato nel 2010 come “Migliore tavola del mondo”. Il Noma, spiegano gli affezionati, è
solo la punta di lancia di una nuova visione delle ricette scandinave, in grado di unire tradizione ed innovazione.

Comunque, sia la dieta scandinava offre una varietà di alimenti. In primis il pesce: salmone ed aringhe, per cominciare. Poi una serie “verde”: erba cipollina, aneto rape e barbabietole.
Da non dimenticare il merluzzo, i mirtilli, le patate lesse ed il pane integrale.

Il tutto da accoppiare con l’esercizio fisico e la dieta all’aria aperta, fondamentali tanto quanto ciò che finisce nel piatto.

Per gli amatori, tutto ciò è talmente gradevole da essere irresistibile. Ed i più arditi tra loro si sbilanciano: 30 anni fa, la dieta mediterranea partì dal
territorio d’origine per conquistare il mondo. Prossimamente, questo traguardo sarà raggiunto dall’alimentazione che viene dal Nord.

Matteo Clerici

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