Sclerosi Multipla e CCSVI. Parla il professor Zamboni

Sclerosi Multipla e CCSVI. Parla il professor Zamboni

L’Insufficienza Venosa Cerebro-Spinale Cronica (CCSVI), malformazione dei vasi sanguigni, è legata direttamente alla nascita della sclerosi multipla (SM) malattia del sistema nervoso
centrale.

Questa l’ipotesi portava avanti da una serie di ricerche del professor Paolo Zamboni e dei suoi collaboratori dell’Università di Ferrara.

Come spiega Zamboni, l’Insufficienza Venosa Cerebro-Spinale Cronica “E’ una serie di restringimenti multipli nelle principali vene che trasportano il sangue dal cervello al cuore come ad
esempio le vene giugulari interne. In esse ci sono delle valvole malformate che come membrane all’interno del lume ostacolano il normale flusso del sangue”. Data tale situazione, la
circolazione del cervello deve ripiegare su vene più piccole, a portata insufficiente per drenare del sangue venoso un organo così importante.

Secondo il professore, ad accendere l’interesse su tale patologia è stata una constatazione: le placche della SM sono infilate l’una dietro l’altra su di un filo, il sistema nervoso
centrale. Inoltre (e qui sta il lavoro di Zamboni e colleghi) tali fili sono connessi alle principali vene fuori dal cranio, come detto ostruite.

Allora, il team dell’Università di Ferrara ha indagato sul campo il legame (o almeno la compresenza) tra CCSVI e sclerosi multipla. Continua Zamboni: “Secondo i dati che abbiamo a
disposizione, oggi, una percentuale rilevante di persone con sclerosi multipla, oscillante fra il 56 ed il 100%, hanno vene chiuse. Esse sono quindi potenzialmente disostruibili, se attraverso
l’esame ecoDoppler si rilevasse la CCSVI. Questi sono i possibili beneficiari dell’angioplastica”.

Ma non è solo una questione “privata”. Numerosi altre ricerche, sia italiane che internazionali stanno portando sempre più conferme della presenza della CCSVI nella Sclerosi
Multipla.

Passo successivo è rappresentato dalle ricerche randomizzate sulle possibili terapie per i malati: “Ad essi è demandato la conferma che il trattamento endovascolare determini
benefici che contrastino la naturale storia disabilitante della malattia”.

Come sottolinea l’esperto, i risultati di tali ricerche saranno disponibili tra un paio danni.

Particolare attenzione alla situazione italiana. Nella Penisola, “Il trattamento non è consentito al di fuori di sperimentazioni. Però lo studio randomizzato che andremo a
realizzare prevede la presenza di altri centri che ci affiancheranno, permettendo così la terapia in altri ospedali di riferimento sul territorio nazionale”.

In tale ambito, particolare importanza ha l’inaugurazione, a Ferrara, di un nuovo centro per la diagnosi e la cura della CCSVI, avvenuta alla presenza di Patrizio Bianchi, Rettore
dell’Università di Ferrara, Fabio Roversi Monaco, presidente della Fondazione Hilarescere e del prof. Paolo Zamboni. Il centro, come sottolinea Bianchi, “E’ stato fortemente voluto dalla
nostra Università e svolgerà attività di ricerca, di prevenzione, di educazione sanitaria, diagnosi e terapia del sistema vascolare periferico”.

Inoltre, la stessa Fondazione Hilarescere ha reso pubblico il suo cofinanziamento ad una ricerca sulle modalità dei infiammatori e degenerativi nei pazienti con insufficienza
cerebrospinale venosa associata alla Sclerosi Multipla. Per riprodurre i flussi alterati delle vene cerebrali, saranno utilizzate cellule umane applicate ad apparecchiature: in questo modo, si
eviterà la sperimentazione su animali.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

http://www.fondazionehilarescere.org/

Prof. Paolo Zamboni [email protected]

CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCA E SERVIZI MALATTIE VASCOLARI – VASCULAR DISEASES CENTER

c/o Dipartimento di scienze chirurgiche, anestesiologiche e radiologiche Via Giovecca N. 203, Ferrara

Tel: 0532 236524

Fax 0532 237443

Matteo Clerici

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