Sclerosi multipla, mozione al Senato sul metodo CCSVI

Sclerosi multipla, mozione al Senato sul metodo CCSVI

Un gruppo di studiosi italiani diretto dal professor Paolo Zamboni ha ipotizzato un’associazione (e di conseguenza, una possibile terapia) tra CCSVI (Insufficienza Venosa Cerebro-Spinale
Cronica) e sclerosi multipla (SM).

Ora, un gruppo di politici chiedono a Governo di fare chiarezza su tale possibilità.

La domanda arriva da una mozione bipartisan per il Senato. Tra i firmatari, in prima fila Ignazio Marino (senatore del PD), poi Antonio Tommasini (Presidente della Commissione Sanità,
PdL) Fabio Rizzi (Lega Nord) e Donatella Poretti (Radicali).

Il documento ricorda come “La CCSVI, secondo autorevoli studi scientifici, risulta spesso associata con la sclerosi multipla”. Quello che si chiede allora al Governo è uno sforzo
duplice. Da una parte bisogna “Monitorare la raccolta dati di correlazione tra CCSVI e sclerosi multipla”, dall’altra “Predisporre controlli adeguati sulla correttezza delle sperimentazioni in
atto”.

A riguardo, il testo evidenzia la vicenda di uno studio diagnostico della Fondazione Italiana sclerosi Multipla. Secondo il Ministero della Salute, tale studio è “finalizzato a testare
l’eventuale correlazione con la sclerosi multipla”, ma i firmatari ricordano come il “Professor Zamboni stesso e’ uscito dal gruppo di lavoro di questo studio denunciandone le gravi
carenze”.

Intervenuto sulla questione, il professore aveva affermato di essersi dimesso “Poiché tutte le mie istanze sullo svolgimento scientifico dell’indagine erano state rigettate, venendo a
mio avviso a mettere in pericolo la rigorosa rilevazione di quanto avevamo scoperto”.

Infine, i firmatari chiedono al Ministero che si metta al lavoro per chiarire “Come e dove possa essere effettuata la diagnosi, nonchè il trattamento, della CCSVI, e in base a quali
parametri, anche con la consulenza dello scopritore di questa patologia, il professor Zamboni”.

Il documento di Marino e colleghi ha suscitato l’approvazione del professor Zamboni.

Per il docente, quello appena proposto è “Un documento molto importante, che apre spiragli al censimento e all’uso di strumenti propri per lo svolgimento della ricerca non solo sul
versante diagnostico ma anche su quello terapeutico”. Inoltre, sempre secondo il ricercatore, il testo è “Quello comprensibilmente auspicato dalla comunità dei malati, che attende
con urgenza risposte scientificamente ineccepibili sul possibile valore di una terapia”.

FONTE: Daniele di Stefano, “Mozione 1-00353 Sperimentazione e monitoraggio CCSVI e sclerosi multipla” Parlamento Salute- Osservatorio Istituzionale, 24/11/010

Matteo Clerici

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