Sclerosi multipla: primi risultati dei test CCSVI

Sclerosi multipla: primi risultati dei test CCSVI

Dagli Usa arrivano i primi risultati sul possibile legame tra la sclerosi multipla (SM) e Insufficienza Venosa Cerebro-Spinale Cronica.

Il primo ad avanzare tale teoria era stato il professor Paolo Zamboni, che ha segnalato l’elevata incidenza del problema nei soggetti affetti da SM. La sua scelta non convenzionale (il chirurgo
ha anche già effettuato angioplastiche per risolvere i restringimenti e le occlusioni) ha suscitato critiche, ma anche interesse.

E’ proprio la voglia di verifica sta dietro alla ricerca dell’Università di Buffalo, diretta dal professor Robert Zivadinov e pubblicata sul sito della facoltà.

Zivadinov e colleghi hanno lavorato con 500 pazienti (adulti e bambini) affetti da sclerosi multipla e 161 sani, il gruppo di controllo. Tali soggetti sono stati sottoposti a ecografia Doppler,
per capire le condizioni del flusso venoso cerebrale, e risonanza magnetica, per misurare i depositi di ferro cerebrali.

I risultati finali sembrano dar ragione a Zamboni: più del 55% dei malati di SM avrebbe restringimenti od occlusioni a livello delle vene che drenano il sangue dal cervello; tali blocchi
porterebbe a placche di ferro intorno ai vasi sanguigni cerebrali, la base della reazione autoimmune tipica della sclerosi multipla. Inoltre, gli scienziati hanno rilevato una correlazione fra
la presenza dell’insufficienza venosa e la progressione della sclerosi.

Per ora, i risultati finali sono disponibili in forma preliminare. Il team di Buffalo presenterà i dati finali il prossimo congresso dell’American Academy of Neurology, in aprile 2010.

Intanto il professor Zivadinov si definisce cautamente ottimista, perché: “Come minimo, i risultati sembrano propendere per la presenza di una consistente associazione fra la sclerosi
multipla e e l’ Insufficienza Venosa Cerebro-Spinale Cronica”. Inoltre, il ricercatore sta arruolando altri 500 pazienti da sottoporre a test ancora più approfonditi.

Ma anche gli studiosi in Italia non sono inerti. L’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) dopo un incontro con i ricercatori, ha dichiarato di seguire con interesse gli sviluppi delle
ricerche e che sosterrà economicamente i nuovi progetti di studio, promossi anche dalla Fondazione Hilarescere e dall’università di Ferrara.

NOTE FINALI, per approfondire:

LINK alla ricerca

http://www.aism.it

http://www.fondazionehilarescere.org/

http://www.unife.it/

CCSVI e sclerosi multipla: legami, dubbi e speranze

Matteo Clerici

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