Roma, 30 settembre 2007 – Per amore della verità e per evitare che il dibattito istituzionale si riduca a un chiacchiericcio su cose non vere o inesatta è necessario
informare i cittadini lombardi di quanto segue: la legge lombarda è stata impugnata perché adottata senza tenere conto delle norme generali dell’ordinamento dell’istruzione, in
particolare del comma 622 della Legge Finanziaria 2007 e dell’art. 13 della legge 40 del 2 aprile 2007. Da queste norme risulta che l’ordinamento dell’istruzione secondaria superiore è
composto dai Licei, dagli Istituti tecnici e dagli Istituti professionali che rilasciano diplomi di istruzione quinquennali. Sino a 16 anni tutti i ragazzi e le ragazze devono stare a scuola
oppure possono assolvere l’obbligo d’istruzione in percorsi e progetti, per prevenire la dispersione scolastica, realizzati da strutture formative che rispondano a particolari criteri di
qualità e che siano inseriti in un apposito elenco predisposto dal Ministero della Pubblica Istruzione di intesa con le Regioni.

Resta ferma invece la competenza esclusiva delle Regioni nel rilascio delle qualifiche professionali. Le qualifiche, se riguardano percorsi destinati a ragazzi fino a 18 anni, devono rispondere
comunque ai livelli essenziali delle prestazioni in materia dei diritti sociali e civili da garantire a tutti i cittadini sul territorio nazionale, che sono di esclusiva competenza dello Stato.

Ma il Presidente Formigoni e i suoi tecnici lo sanno bene, visto che sono stati oggetto di ripetute osservazioni, contro deduzioni, analisi e contro analisi nelle quali, però, la Regione
Lombardia non ha dato chiarimenti che superassero queste incongruenze che hanno rilievo costituzionale.

I criteri per l’assegnazione delle risorse statali alle regioni sono di competenza dello Stato, che li deve definire di intesa con il sistema delle Regioni e degli Enti locali. Il Ministro
Giuseppe Fioroni ha già definito il provvedimento di riparto dei contributi del Ministero della Pubblica Istruzione per l’anno 2007 da assegnare alla realizzazione dei percorsi di
istruzione e formazione professionale destinati ai giovani che li frequentano nell’ambito del secondo ciclo di istruzione e formazione. In base a questi criteri la regione Lombardia
riceverà 11 milioni di euro con un incremento dell’80% rispetto all’anno precedente.

Come il presidente Formigoni ben sa, il ricorso alla Corte Costituzionale non blocca l’efficacia della legge fino alla sentenza. Quindi, se il Presidente Formigoni è sicuro di avere
ragione, applichi pure la sua legge, sempre che abbia le risorse economiche per attuarla. Non vorremmo infatti che questa esasperazione di toni servisse a coprire una legge senza risorse. Il
Ministero la sua parte l’ha fatta, aumentando i fondi dell’80%.