Scuola, tetto al costo dei libri anche alle superiori

Anche nelle scuole superiori un tetto massimo limiterà la spesa per i libri di testo: lo stabilisce un decreto che il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato oggi, 25 febbraio, e che
sarà valido già a partire dall’anno scolastico 2008/2009 per 2 milioni e 600 mila giovani studenti.

Gli importi dei tetti. Una tabella pubblicata nel provvedimento indica, nel dettaglio, qual è l’importo massimo che una famiglia potrà spendere all’anno per
comprare i libri di testo. Ad esempio, i costi massimi andranno da un minimo di 245 euro ad un massimo di 320 euro per le classi prime, oppure da un minimo di 120 euro ad un massimo di 315 euro
per le quinte, dove gli importi minimi si riferiscono agli istituti professionali e i massimi ai licei classici.

Perché un tetto per le scuole superiori. Fino ad oggi i tetti massimi erano previsti solo nelle scuole elementari e medie, ma il ministro Giuseppe Fioroni ha voluto
introdurli anche nelle scuole secondarie di secondo grado per alleggerire il carico di spese delle famiglie, considerando che la scuola dell’obbligo è stata prolungata di due anni. Il
provvedimento, inoltre, risponde alle polemiche sollevate da sindacati e genitori di fronte al caro libri.

Cosa cambierà. Ai prof. spetterà il compito di far quadrare i conti: il Ministero ha attivato, infatti, un sistema di rilevazione per controllare gli eventuali
sforamenti che, come afferma Fioroni, «saranno immediatamente contestati alle scuole inadempienti». Sarà concesso solo un 10 % di spesa in più per i corsi
sperimentali, anche se il Collegio docenti dovrà motivare la spesa e il Consiglio di istituto dovrà approvarla. I tetti massimi incideranno, in particolare, sulla vita scolastica
del 40% degli istituti italiani, come risulta da un monitoraggio fatto quest’anno. Tuttavia l’onere dei costi, secondo Fioroni, non potrà ricadere solo sulla scuola perché
«anche gli editori collaboreranno a questa operazione trasparenza, in modo da diradare ogni eventuale dubbio sulla correttezza del mercato e sull’attenzione alle esigenze di chi ha meno
mezzi».

Impatto sul sistema scolastico. Questo provvedimento non inciderà sulla qualità dell’insegnamento che anzi, afferma il Ministro, «ne risentirà in
modo positivo perché la libertà e il diritto di ricevere un’istruzione non può diventare un lusso per pochi».

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